4 VERBI CHE AIUTANO ALTRI VERBI

I verbi ausiliari: avere e essere


SCOPRI LA GRAMMATICA!

Leggi il seguente testo e svolgi l’attività.

Mattia è uscito di corsa di casa dimenticando lo zaino e il telefonino. A metà strada si è reso conto di non avere lo zaino e ha avuto l’idea di chiamare sua sorella per chiederle di portarglielo. Ma, cercando nelle tasche dei pantaloni e in quelle dell’impermeabile, si è accorto di non avere il telefonino. In un primo momento si è spaventato, pensando di averlo perso per strada. Allora è tornato indietro per qualche metro, con gli occhi bassi, per cercare di ritrovarlo. Dopo qualche minuto si è ricordato di averlo lasciato nello zaino. A quel punto ha cominciato a correre verso casa. Sicuramente avrebbe fatto tardi a scuola, sua sorella l’avrebbe preso in giro per la sua solita distrazione e i genitori l’avrebbero rimproverato.

  • In questo testo alcuni verbi sono accompagnati dal verbo essere (è uscito), altri dal verbo avere (averlo perso): sottolineali. Secondo te, a che cosa servono in questi casi essere e avere?

Nelle forme verbali che hai individuato nel testo i verbi essere e avere sono usati come ausiliari. Questo termine deriva dalla parola latina auxilium, “aiuto”, e dunque significa “aiutante”: l’ausiliare svolge infatti la funzione di aiuto del verbo principale.

Di aiuto per che cosa? Prima di rispondere, osserva queste frasi:

▶ Il pirata scopre un tesoro.

▶ Il pirata ha scoperto un tesoro.


Nella prima frase, il tempo del verbo è semplice (cioè costituito da una sola parola), mentre nella seconda frase il tempo del verbo è composto, ed è formato dal participio passato del verbo principale e da una forma del verbo avere (come puoi osservare nelle tabelle a fine unità [vedi pp. 110-117]).

Gli ausiliari, dunque, aiutano gli altri verbi a formare i tempi composti, cioè tutti i tempi verbali costituiti da due verbi: ausiliare + verbo principale.

verso l’analisi GRAMMATICALE

Quando devi riconoscere e analizzare un verbo, ricorda che l’ausiliare avere o essere e il verbo che accompagnano sono considerati un unico verbo.

Come scegliere l’ausiliare

L’ausiliare si sceglie in base al tipo di verbo che deve accompagnare.

Nella seguente tabella sono riepilogati tutti i possibili casi, ma ricorda: se sei in dubbio su quale ausiliare usare, basta consultare il vocabolario!


VERBI

AUSILIARE

ESEMPI

TRANSITIVI ATTIVI

(compreso avere)

AVERE

Io ho mangiato un gelato ieri sera.

Simon aveva vinto la gara.

Non hai avuto paura.

TRANSITIVI

PASSIVI

ESSERE

Il rigore è stato battuto da Pietro.

Il pranzo fu preparato dalla nonna.

INTRANSITIVI

(compreso essere)

ESSERE nella maggioranza dei casi

Siamo andati a sciare la scorsa settimana.

Sei stato in vacanza.

AVERE in pochi casi

La bambina ha dormito per tutta la notte.

SIA TRANSITIVI SIA INTRANSITIVI

solo AVERE

Ho lavorato in banca.

Ho lavorato il ferro.

AVERE quando sono usati transitivamente;
ESSERE quando sono usati intransitivamente

I giocatori hanno iniziato il riscaldamento.

La partita è iniziata.

IMPERSONALI

ATMOSFERICI

Sia ESSERE sia AVERE

Ieri è piovuto.

Ieri ha piovuto tutto il giorno.

IMPERSONALI NON ATMOSFERICI

ESSERE

È sembrato opportuno chiudere a chiave.


PIÙ A FONDO

Per i tempi semplici di forma passiva si può usare come ausiliare anche il verbo venire al posto di essere

▶ L’illuminazione stradale viene spenta/è spenta alle sette del mattino.


LA TORRE DI BABELE – Educazione civica, Lingue: patrimonio immateriale
L’ausiliare di essere nelle lingue europee

Non in tutte le lingue europee il verbo essere richiede come ausiliare essere.
In francese, l’ausiliare di être, “essere”, è avoir, “avere”:
J’ai été. 
Sono (letteralmente Ho) stato.

Lo stesso accade in spagnolo con il verbo
ser, “essere”, che ha come ausiliare haber, “avere”:
Yo he sido.

Anche in inglese l’ausiliare di
to be, “essere”, è have, “avere”:
I have been.

Avere e essere come verbi autonomi

Avere e essere non hanno soltanto il valore di ausiliari, ma possono comportarsi anche come verbi autonomi, con un loro specifico significato.


Il significato principale del verbo avere è connesso con l’idea del possesso. 

▶ Ho soltanto pochi spiccioli.

▶ Possiedo soltanto pochi spiccioli.


Il significato principale di essere ruota attorno all’idea di esistere, trovarsi, stare

▶ Mia madre è a Milano per lavoro.

▶ Mia madre si trova a Milano per lavoro.

Il verbo essere come copula

Quando il verbo essere NON significa esistere, trovarsi, stare, serve per introdurre un aggettivo o un nome, e dunque serve a indicare la qualità o lo stato di qualcuno o di qualcosa:
▶ Marina è bionda.
▶ Suo cugino è un calciatore.
▶ Voi due siete simpatici.
▶ Sono uno studente del secondo anno.


In questi casi essere svolge la funzione di copula: serve cioè a collegare il soggetto a una sua qualità o condizione. In latino copula vuol dire infatti “legame”.

verso l’analisi LOGICA

Il verbo essere è sempre intransitivo, cioè non può mai avere il complemento oggetto. Dunque l’elemento che segue la copula non è un complemento oggetto, ma è detto nome del predicato o parte nominale. L’insieme della copula con l’aggettivo o il nome seguente si chiama predicato nominale, per distinguerlo dai predicati formati dagli altri verbi, che si chiamano invece predicati verbali.

I verbi servili


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Leggete il brano e sottolineate una volta gli infiniti che non sono preceduti da un altro verbo, due volte quelli che sono preceduti da un altro verbo, senza altre parole in mezzo.

Dal lunedì al venerdì mi sveglio alle 7 perché devo entrare a scuola alle 8. La scuola dista meno di due chilometri da casa mia, quindi posso decidere se andare a piedi oppure se aspettare l’autobus. Quando è bel tempo voglio andare a piedi, mentre quando piove di solito prendo l’autobus. A volte mia madre mi accompagna in macchina, perché non vuole che io entri in classe in ritardo.

  • Che cosa indicano, secondo te, i verbi che precedono l’infinito?

Dei 5 infiniti del brano, 3 sono preceduti da un altro verbo: devo, posso, voglio.

Verbi come dovere, potere, volere, se sono seguiti da un infinito, si chiamano verbi servili: essi, infatti, sono al servizio dell’infinito che segue, per specificarne il significato in quel contesto.

Oltre a dovere, potere e volere esistono anche altri verbi servili: sapere (cioè “essere in grado di”) e solere (raro, con il significato di “essere solito, avere l’abitudine di”):

▶ Giacomo non sa nuotare.

▶ Come si suol dire.

verso l’analisi LOGICA

I verbi servili e l’infinito che li segue si comportano sintatticamente come un unico verbo e dunque formano un unico predicato verbale.

I verbi dovere, potere, volere e sapere possono essere usati anche come verbi autonomi, cioè non servili:

▶ Non ne poteva più.

▶ Ti dobbiamo due euro.

▶ Vuoi un gelato?

▶ Non sa la lezione.


I verbi servili sono chiamati anche modali, perché aggiungono al verbo che accompagnano un senso di eventualità, obbligatorietà o altro, proprio come fanno i modi [vedi pp. 45-46].

L’ausiliare dei verbi servili

L’ausiliare dei verbi servili è lo stesso dell’infinito che li segue:
▶ Ieri ho dovuto aiutare mia madre. (aiutare → ho aiutato ho dovuto aiutare)
▶ Luca non è voluto andare al cinema. (andare è andato è voluto andare)


Tuttavia, se il verbo all’infinito che segue il verbo servile è intransitivo, si può usare anche avere:

▶ Sono voluto andare.   oppure    Ho voluto andare.

I verbi causativi


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Leggi le seguenti frasi e sottolinea i verbi che reggono l’infinito.

I vigili ci lasciano parcheggiare.
Ho fatto arrabbiare i miei genitori.

  • Quale idea esprimono i verbi che hai sottolineato quando accompagnano l’infinito?

I verbi che hai individuato negli esempi, lasciare e fare, quando reggono l’infinito si chiamano verbi causativi, perché esprimono l’idea che l’azione sia causata o lasciata eseguire dal soggetto
verso l’analisi LOGICA

Anche in questo caso l’infinito e il verbo che lo precede si comportano come un unico verbo e formano un unico predicato verbale.

I verbi aspettuali o fraseologici


SCOPRI LA GRAMMATICA!

Leggi il seguente brano e rispondi alle domande.

Stavo per telefonare a Carla per dirle di iniziare a incamminarsi verso il cinema, quando squillò il telefono. Era lei: «Lo spettacolo sta iniziando». «Scusa, cercherò di arrivare in cinque minuti». Mi misi a correre. «Se non sto attento finirò per rompermi una gamba!» – pensai. Continuai a correre e arrivai appena in tempo.
  • Osserva i verbi evidenziati. Da quali modi verbali sono seguiti? 
  • Come modificano l’azione del verbo che li segue?

I verbi aspettuali servono a esprimere l’aspetto dell’azione descritta dal verbo che li segue, ovvero in che modo essa si svolge nel tempo. L’aspetto indica, per esempio, se un’azione si è conclusa oppure no:

▶ Ho finito di fare i compiti. (azione conclusa)

▶ Sto facendo i compiti. (azione non conclusa)


Dato che i verbi aspettuali si legano ad altri verbi (all’infinito o al gerundio), e costituiscono con questi una piccola frase, si chiamano anche verbi fraseologici. Servono a indicare:

  • il tentativo di un’azione (cercare di, tentare di, provare a, sforzarsi di);
  • l’imminenza di un’azione, cioè il fatto che un’azione sta per iniziare (stare per, stare + gerundio, essere sul punto di, essere in procinto di);
  • il momento iniziale di un’azione (cominciare a, iniziare a, mettersi a);
  • la continuità di un’azione e il suo svolgersi nel tempo (continuare a, stare + gerundio);
  • la conclusione o l’interruzione di un’azione (finire di, finire per, finire con, smettere di).
verso l’analisi LOGICA

Anche i verbi aspettuali, come i servili e i causativi, si comportano come un unico verbo con l’infinito o il gerundio che li segue.


FISSA I CONCETTI in 3 passi

1 PROVA SUBITO

Leggi il seguente brano e indica se il verbo evidenziato è ausiliare (A), servile (S), causativo (C) o fraseologico (F).

Ieri ho (......) incontrato Bice mentre cercava di (......) ritrovare il suo cane Kiko dopo che era (......) scappato senza guinzaglio. Purtroppo sono dovuta (......) rientrare a casa prima che lo ritrovasse perché mia mamma non mi lasciava (......) stare fuori dopo cena.

2 MEMORIZZA

  • Ogni verbo può essere accompagnato da altri verbi.

  • I verbi ausiliari sono avere e essere. Essi aiutano gli altri verbi per formare i tempi composti e la forma passiva.

  • I verbi servili sono volere, dovere e potere uniti all’infinito del verbo del quale sono al “servizio”, specificando il suo significato.

  • I verbi causativi lasciare e fare esprimono l’idea che l’azione sia causata o lasciata eseguire dal soggetto.

  • I verbi aspettuali o fraseologici servono a esprimere l’aspetto dell’azione, ovvero il modo in cui essa si svolge nel tempo.

3 ORGANIZZA


Mappa concettuale. I verbi che accompagnano altri verbi si chiamano ausiliari, servili, causativi, aspettuali.


In pratica

AVERE E ESSERE

[livello difficoltà 1]  1 Nelle seguenti frasi sottolinea l’ausiliare e cerchia il verbo principale.

1. Oggi avrei giocato a calcio se non mi fossi slogato la caviglia. 2. L’eruzione del Vesuvio ha provocato delle conseguenze disastrose. 3. Nella nostra palestra è arrivato un nuovo istruttore. 4. Giulio ha ricevuto una grossa eredità dal suo bisnonno. 5. Ieri, dopo la scuola, sono passato da casa tua. 6. Se tu avessi parcheggiato l’auto per bene, non avremmo preso la multa. 7. I miei ricordi erano tornati alla mente più vividi che mai. 8. Quando ha detto che non veniva, nessuno gli ha creduto. 9. Avevamo sbagliato a darti torto.

[livello difficoltà 1]  2 Inserisci nelle frasi l’ausiliare adatto scegliendolo tra quelli proposti.

siamo avessi eravate stati siate avrà hai è hanno


1. I nonni ............. comprato molti medicinali. 2. L’orso che ieri ............. scappato dal circo è stato ritrovato. 3. ............. avvertiti: adesso è tardi per pentirsi! 4. Io e Giulia ............. rimaste al parco tutto il pomeriggio. 5. Chissà se Giorgio ............. venduto la sua vecchia moto! 6. Dimmi un po’: tu ............. sentito nulla in merito a quella brutta faccenda? 7. Spero vi ............. ricordate di inserire l’antifurto. 8. Se mi ............. ascoltato a quest’ora non saresti nei guai!

[livello difficoltà 1]  3 Individua nelle frasi il predicato nominale.

1La volpe è soddisfatta del suo bottino.

2. Giuseppe è architetto.

3. Ieri ho visto il film con Will Smith Io sono leggenda.

4. La festa di benvenuto per i nuovi vicini è stata molto divertente.

5. La luce della fiaccola era molto intensa.

6. Dante è l’autore della Divina Commedia.

7. Quel cavallo è un vero campione.

8. Sarebbe stato bello andare in spiaggia stamattina, ma c’era troppo vento e siamo rimaste a casa.

[livello difficoltà 1]  4 Nelle seguenti frasi indica se il verbo avere svolge la funzione di ausiliare (A) o verbo autonomo (V).

1. Non ho intenzione di dirti una bugia. (.....) 2. Il padre di Samuel ha organizzato una festa in piscina. (.....) 3. Carola ha dodici anni e parteciperà ai campionati nazionali. (.....) 4. Se mi avessi ascoltato non saremmo arrivati tardi! (.....) 5. Abbiamo deciso di anticipare la partenza. (.....) 6. Devi sbrigarti, non abbiamo tempo! (.....) 7. Non appena ebbero finito di gareggiare si strinsero la mano. (.....) 8. Lo devo ammettere, avevi ragione. (     )

[livello difficoltà 2]  5 Inserisci nelle frasi gli ausiliari mancanti.

1. Il medico ............ appena arrivato: stia tranquilla. 2. Dove ............ dormito voi in gita? 3. Tommy e Jenny non ............ ancora andati a salutare gli zii, ma lo faranno subito. 4. Se ............ visto le previsioni, non ............ partita. 5. Nel fine settimana ............ stato a casa al mare in Liguria, se ............ avuto tempo. 6. Quando Federico ............ finito di giocare, sistemò tutta la stanza. 7. Mio nonno ............ stato un pluripremiato giocatore di scacchi. 8. I nostri compagni ............ scelto un regalo davvero adatto a noi. 9. Qualcuno ............ rubato la nostra bici.

[livello difficoltà 2]  6 In ogni frase cancella l’ausiliare che ti sembra sbagliato.

1. Anche se l’altra sera ho / sono andato a letto presto, la mattina seguente mi sono / ho svegliato molto tardi. 2. Il surfista non è / ha stato molto prudente ed ha / è scivolato in acqua. 3. Oggi i miei compagni di classe sono / hanno preparato una festa a sorpresa per me. 4. Purtroppo Martina è / ha arrivata tardi all’appuntamento. 5. La scorsa settimana siamo / abbiamo studiato la Seconda guerra mondiale. 6. La partita di calcio non ha / è potuta iniziare a causa della pioggia incessante. 7. Federico ha / è dimagrito parecchio negli ultimi mesi. 8. Sara si ha / è accorta di aver dimenticato il dizionario a casa. 9. Dopo l’operazione Matteo è / ha pianto molto per un forte dolore al piede. 10. Il dottore mi ha / è detto di non fare attività fisica per una settimana.

[livello difficoltà 2]  7 Indica con una crocetta se le seguenti affermazioni sono vere (V) o false (F). Riscrivi poi nel quaderno le affermazioni false correggendole.

1. Avere ed essere hanno solamente il valore di ausiliari. 

V    F

2. Nella frase: Ho una casa al mare, il verbo avere indica un’idea di possesso. 

V    F

3. Spesso il verbo essere è seguito da un aggettivo o un nome. 

V    F

4. Copula viene da una parola greca e vuol dire “coppia”. 

V    F

5. La copula insieme all’aggettivo (o al nome seguente) forma il predicato nominale. 

V    F

6. Il verbo essere è transitivo. 

V    F

7. Il nome del predicato è costituito da ciò che segue la copula. 

V    F

[livello difficoltà 2]  8 Leggi il testo e riconosci quando i verbi essere e avere hanno funzione di ausiliari e quando invece si comportano da verbi autonomi.


romanzo

Ti apro prima d’andare a letto, giornalino mio, perché stasera mi è successo un affare serio. Verso le otto, come al solito, è venuto il signor Adolfo Capitani. È un coso vecchio, brutto, grosso grosso e rosso... Le mie sorelle hanno proprio ragione di canzonarlo! Dunque io ero in salotto col mio giornalino in mano, quando ad un tratto lui mi dice: – Cosa legge di bello il nostro Giannino? – Io, naturalmente, gli ho dato subito il mio libro di memorie, ed egli si è messo a leggerlo forte, davanti a tutti. Appena ha cominciato a leggere il pezzo che ho copiato dal giornalino di Ada, questa si è messa a urlare e faceva di tutto per strapparglielo di mano, ma lui duro; ha voluto arrivar fino in fondo, e poi serio serio mi ha detto:

– Perché hai scritto tutte queste sciocchezze?

Io gli ho risposto che non potevano essere sciocchezze, perché le aveva scritte Ada, che è la mia sorella maggiore, e perciò ha più giudizio di me.

(Vamba, Il giornalino di Gian Burrasca, 1912)


ESSERE

AVERE

Ausiliare

Verbo autonomo

Ausiliare

Verbo autonomo

       
       
       
       
       
       
       
       

[livello difficoltà 2]  9 Nelle seguenti frasi indica se il verbo essere svolge la funzione di ausiliare (A) copula (C) o verbo autonomo (V).

1. Tommaso è un ragazzo sveglio e gentile. (.....) 2. Il cane è nella sua cuccia. (.....) 3. Rachele è andata al cinema. (.....) 4. Non ci sono abbastanza sedie. (.....) 5. Leonardo non si è ancora addormentato. (.....) 6. Mario è lo zio di Giovanna. (.....) 7. Oggi mi sono vestito di fretta. (.....) 8. Il negozio di mia cugina è accanto al ristorante. (.....)

[livello difficoltà 3]  10 Completa le frasi inserendo l’ausiliare essere o avere coniugato in maniera opportuna.

1. Marco e Lisa .............. acquistato l’ultimo libro di Alessandro D’Avenia. 2. .............. preferito che tu .............. arrivato in orario. 3. Se Luigi .............. capito la gravità della circostanza, non si .............. certo comportato in quel modo. 4. Ieri tua cugina e io .............. richiamate dall’allenatore. 5. Ignoravo che ti piacesse suonare. Quando .............. iniziato il corso di chitarra? 6. Già prima della consegna del compito in classe, Aurora si .............. accorta di .............. sbagliato la traduzione di due frasi. 7. Quando arriverete il tavolo .............. assegnato a qualcun altro.

I VERBI SERVILI

[livello difficoltà 1]  11 Sottolinea i verbi servili presenti nelle frasi.

1. Nella foresta c’era tanto silenzio che sembrava di poter sentire il mormorio del ruscello. 2. Non potevo sapere quanto tempo avrei aspettato il mio turno. 3. Finalmente non si videro più le onde; dovevamo essere usciti dalla tempesta. 4. Ieri volevamo andare al cinema, ma siamo rimasti bloccati in casa per la neve. 5. Sofia dovrà tenere il busto ancora per qualche settimana. 6. Potrei avere dell’altra pizza? 7. Quando non sai cantare bene è davvero molto difficile entrare in un coro. 8. Vuoi provare a far pace con Melissa? Sembra che lei ti abbia perdonato.

[livello difficoltà 2]  12 Nelle seguenti coppie di frasi sottolinea quella in cui è presente un verbo servile.

1. Non devi dirmi come comportarmi. / Vi dobbiamo un favore.

2. Posso venire alla festa con voi? / Non ne posso più del tuo atteggiamento!

3.Sapete come si chiama il ristorante in fondo alla strada? / Il nipote di Giulia non sa ancora parlare.

4. Vorremmo invitarvi all’inaugurazione della nuova libreria. / Non voglio il tuo aiuto: ce la faccio da solo.

5. Sai giocare a tennis? / Valerio non sapeva proprio nulla all’interrogazione di storia.

6. Non si deve correre sulle aiuole. / Mi devi dei soldi, te lo ricordi?

VERSO IL COMPITO DI REALTÀ Leggi l’articolo, poi inventa anche tu un oggetto che possa salvaguardare l’ambiente e il nostro pianeta. Per descrivere l’oggetto e il suo funzionamento, utilizza i verbi servili.


articolo – Educazione civica, Sviluppo sostenibile
LA MATITA ECOLOGICA CHE DIVENTA UNA PIANTINA!
Che cos’è Sprout?
Sprout («germoglio» in inglese) è una matita eco-sostenibile fatta di cedro. Fin qui niente di particolare, ma la cosa sorprendente è che prima usi la matita regolarmente per scrivere i tuoi appunti, poi, quando diventa troppo corta, non devi buttarla ma... piantarla nella terra.
La classica gomma (per cancellare) è stata sostituita con una piccola capsula che, a contatto con l’acqua, si scioglie e rilascia dei semi racchiusi che dopo qualche giorno cominciano a germogliare. Questo bellissimo eco-progetto americano è stato finanziato dalla rete con una campagna di crowdfunding e, al momento, esistono in commercio diverse tipologie di semi.

(Adattato da focusjunior.it)

I VERBI CAUSATIVI E FRASEOLOGICI

[livello difficoltà 1]  13 LAVORO SUL TESTO

Sottolinea i verbi fraseologici e i verbi causativi nei seguenti brevi testi.


1.

canzone

Ho imparato a sognare / E ho iniziato a sperare / Che chi ci ha da avere avrà. [...] C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò.

(Negrita, Ho imparato a sognare, 1997)


2.

sito web

Ogni mattina mi alzo e inizio a correre. Certe mattine mi sento leone e affronto gli impegni quotidiani aggredendo la vita. Altre volte mi sento gazzella che cerca di sfuggire ai problemi, prima che questi riescano a raggiungermi.

(blog.libero.it)


3.

romanzo

Erano povere. Anzi forse tra le cose che m’attraevano in loro, c’era proprio la povertà, che io non conoscevo, ma che amavo e avrei voluto conoscere. Dopo sposata, continuai a frequentare quelle tre ragazze, ma un po’ meno, e lasciando passare giorni e giorni senza cercarle, cosa che loro usavano rimproverarmi, pur comprendendo che era inevitabile che fosse così.

(N. Ginzburg, Lessico famigliare, 1963)

[livello difficoltà 2]  14 Nelle frasi sottolinea le espressioni fraseologiche e poi riportale nella tabella divise in base al senso che hanno.

1. Taci! Stanno per annunciare i vincitori dell’estrazione. 2. A 25 anni mia zia ha iniziato a frequentare la facoltà di lingue. 3. Pietro ha continuato a infastidire il suo compagno di banco per tutta l’ora. 4. Non appena fu eletto sindaco, Mario iniziò ad aiutare chi ne aveva bisogno. 5. L’aereo si accingeva a decollare, ma il maltempo bloccò tutte le operazioni. 6. Quando finalmente smise di piovere, uscimmo tutti a giocare. 7. Luisa cercò di incollare il vaso che aveva rotto. 8. Una volta saputo dell’incontro, il pugile cominciò subito ad allenarsi. 9. Spegni la luce: sta iniziando il film!


TENTATIVO

IMMINENZA

INIZIO

CONTINUITÀ

CONCLUSIONE

 

       
 

       

 
       

[livello difficoltà 2]  15 SCRITTURA 

Trasforma le seguenti frasi con gli opportuni verbi aspettuali per esprimere l’aspetto indicato.

1. Guido sale in barca.

(imminenza) Guido sta per salire in barca.

(tentativo) .............................................................................................


2. Ada gioca a tennis.

(continuità) ...........................................................................................

(conclusione) ........................................................................................


3. Il nonno legge il giornale.

(interruzione) .......................................................................................

(imminenza) .........................................................................................

VERSO IL COMPITO DI REALTÀ – Educazione civica, Sviluppo sostenibile Sei un giornalista e devi scrivere un breve articolo (circa 150 parole) sui cambiamenti climatici cui è sottoposto il nostro pianeta e su come il genere umano possa rallentarli. Usa il maggior numero possibile di verbi fraseologici.

Parola di TRECCANI! - volume A
Parola di TRECCANI! - volume A
Grammatica per la scuola secondaria di primo grado. Capitolo DEMO: Il verbo