1. La nascita della psicoanalisi

2. I fondamenti della psicoanalisi

3. Sessualità e inconscio

La psicoanalisi

La psicoanalisi nasce tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento come disciplina che studia la mente umana e da cui deriva un modello di terapia dei disturbi mentali. Il principio fondamentale su cui si basa la psicoanalisi è l’inconscio, una sorta di magazzino nel quale sono depositati ricordi rimossi, ovvero che la coscienza ha rifiutato.

Sigmund Freud, padre fondatore della psicoanalisi, elaborò le sue teorie a partire da alcune sedute di trattamento dell’isteria, grazie alle quali comprese che l’origine del disturbo era dovuto a messaggi inconsci che il soggetto non è in grado di comprendere.

Freud elaborò un’altra tecnica, oltre all’ipnosi, per raggiungere l’inconscio: l’interpretazione dei sogni. I desideri e i ricordi rimossi vengono infatti riposti nell’inconscio, che li fa emergere attraverso i sogni, sottoponendoli però a una trasformazione (censura) operata dalla coscienza. Questa trasformazione è il contenuto manifesto del sogno, mentre il contenuto latente (cioè il ricordo rimosso) può riemergere solo grazie a un’interpretazione.

Grazie a tali scoperte Freud descrisse la prima topica, cioè la rappresentazione spaziale dell’apparato psichico, distinguendo fra conscio e inconscio.

Freud riconobbe la presenza di pulsioni già nei bambini e si occupò della descrizione psicoanalitica delle fasi di sviluppo dall’infanzia all’età adulta:

  • orale (dalla nascita ai 18 mesi), durante la quale il bambino prova piacere durante la suzione al seno e tramite la bocca;
  • anale (fino ai 3 anni), quando, grazie all’acquisizione del controllo sfinterico il piacere si sposta nella zona anale;
  • fallica (dai 3 ai 6 anni), quando il piacere si sposta sugli organi genitali. A quest’ultima appartiene il complesso di Edipo, vicenda in seguito alla quale il bambino si separa dalla madre riconoscendo il ruolo paterno.
  • alla fase fallica subentra un periodo di latenza (dai 6 agli 11 anni), durante la quale la pulsione si allenta;
  • fase genitale, in cui si registra l’inizio dell’attività sessuale vera e propria.

Freud ha inoltre indagato i meccanismi dell’innamoramento, a partire dal mito di Narciso, e distinguendo tra narcisismo primario e secondario.

Freud si è inoltre occupato degli aspetti sociali della psicologia delle masse nel famoso saggio Psicologia delle masse e analisi dell’Io (1921), in cui riflette sul concetto di identificazione dei membri di un gruppo con il suo leader e sugli effetti che il gruppo stesso produce nella psicologia dei membri.

Nuove riflessioni portarono Freud a elaborare la seconda topica, non solo descrittiva ma dinamica, perché le istanze interagiscono e confliggono tra di loro.

  • L’Es, completamente inconscio, contiene pulsioni e desideri rimossi ed entra in conflitto con Io e Super-Io.
  • L’Io, conscio e inconscio, deve trovare equilibrio tra le spinte dell’Es e del Super-Io, oltre che con la realtà esterna.
  • Il Super-Io, in gran parte inconscio, ha il compito di imporre divieti e limitazioni ed entra in conflitto con l’Es.

Le ultime dolorose riflessioni di Freud lo hanno portato a formulare l’ipotesi della pulsione di morte: una spinta interna verso la negazione della vita che si oppone alla guarigione ed alla felicità generando nell’uomo contemporaneo un disagio sempre più evidente.

Il lavoro dello psicoanalista consiste nel mettere in atto una terapia che possa condurre il paziente a comprendere, e quindi curare, il proprio disagio. Per entrare in contatto con il paziente e il suo inconscio lo psicoanalista utilizza la tecnica delle associazioni libere, chiedendo al paziente di parlare senza interrompersi e senza cercare nessi logici, e l’interpretazione dei sogni. Il fenomeno del transfert, legame assolutamente particolare che si crea tra lo psicoanalista e il suo paziente, permette a quest’ultimo non solo di ricordare, ma di rivivere i propri ricordi rimossi.

Le figure di rilievo in ambito psicoanalitico dopo Freud sono state Carl Gustav Jung, che ha formulato l’ipotesi dell’esistenza di un inconscio collettivo, basato su archetipi comuni; Anna Freud, che ha approfondito i meccanismi di difesa messi in atto dall’Io; Melanie Klein, che si è occupata di psicoanalisi infantile mettendo in atto nuove pratiche che non richiedessero l’uso del linguaggio e Jacques Lacan, che si è concentrato soprattutto di psicoanalisi del linguaggio.

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ripasso

4. La psicologia delle masse

5. Dalla seconda topica ALLE ULTIME RIFLESSIONI

6. Il lavoro dello psicoanalista

7. La psicoanalisi dopo Freud

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Nelle Scienze umane - volume 1
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