1. Che cosa sono le emozioni

2. Le teorie sulle emozioni

3. La motivazione

Emozioni e motivazione

Le emozioni sono processi complessi e multidimensionali. Sono provocate da stimoli esterni o interni e si manifestano con una sensazione interna, associata a modificazioni psicofisiologiche, che condiziona lo stato mentale del soggetto.

Le emozioni sono costituite da diverse componenti:

  • fisiologica, ovvero l’insieme delle modificazioni somatiche cerebrali che intervengono nel momento in cui si sperimenta un’emozione;
  • cognitiva, ovvero il processo tramite il quale lo stato emotivo diventa consapevole;
  • motivazionale, cioè l’individuazione delle possibili reazioni;
  • espressivo-motoria, cioè la reazione somatica esplicita;
  • soggettiva, ovvero la reazione personale in base alla propria storia emotiva.

Lo psicologo Paul Ekman, partendo dalle teorie di Darwin secondo il quale le emozioni sono innate, universali e associate alla sopravvivenza, ha individuato sei emozioni universali: rabbia, paura, gioia, tristezza, sorpresa e disgusto. Tali emozioni primarie sono automatiche e non intenzionali. Le emozioni secondarie, invece, come la nostalgia o la vergogna, derivano da sfumature o combinazioni di quelle primarie.

Le principali teorie neurofisiologiche sulle emozioni si dividono in due filoni:

  • periferica, per cui l’emozione deriva da uno stimolo esterno che, agendo sui nostri sensi, provoca il nostro stato emotivo;
  • centrale, secondo la quale l’emozione scaturisce da circuiti neurologici interni.

La teoria costruttivista sostiene invece che le emozioni non hanno origini innate, ma sono apprese tramite l’educazione e mediate dalla cultura di appartenenza dell’individuo. Lo psicologo Harré ha infatti elaborato il concetto di relatività culturale delle emozioni: essendo prodotti sociali e culturali, le emozioni variano da cultura a cultura e cambiano nel corso delle epoche storiche.

La motivazione è l’insieme delle spinte e delle ragioni che indirizzano e guidano il comportamento umano. Una prima distinzione riguarda la provenienza di tali impulsi:

  • le motivazioni intrinseche derivano da spinte interne;
  • le motivazioni estrinseche, invece, si basano su fattori esterni.

Lo psicologo Abraham Maslow ha teorizzato la coincidenza tra motivazioni e bisogni, elaborando una piramide dei bisogni fondamentali dell’uomo.

Tale visione gerarchica pone alla base i bisogni fisiologici primari, necessari alla sopravvivenza, quindi i bisogni di sicurezza, di appartenenza e attaccamento (cioè di natura sociale e interpersonale), di stima (che riguardano il proprio ruolo nel mondo) e infine di autorealizzazione (ovvero il soddisfacimento delle proprie aspettative).

Secondo la teoria pulsionale di Freud l’uomo agisce sulla base di spinte inconsce (le pulsioni) che determinano le sue scelte, anche al di là della sua volontà consapevole.

Freud individua due diverse pulsioni fondamentali che abitano la psiche dell’individuo: la pulsione di vita, caratterizzata dal desiderio vitale, e la pulsione di morte, che corrisponde alla riduzione di ogni tensione interna fino all’annullamento del sé.

Infine, il modello motivazionale alla riuscita elaborato dallo psicologo Atkinson, individua due motivazioni fondamentali che muovono il soggetto: la tendenza alla riuscita o la tendenza a evitare l’insuccesso.

Questa teoria riconosce l’importanza del ruolo emotivo alla base dei processi motivazionali, perché la motivazione al successo dipende sia dalla convinzione del soggetto riguardo le proprie capacità sia dalla valutazione del compito da affrontare.

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4. Teorie sulla motivazione

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Nelle Scienze umane - volume 1
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