Educazione civica – ARTE viva

I templi di Selinunte

A Selinunte (Trapani) si trova un grande parco archeologico in una posizione mozzafiato, su una collina che si affaccia sul mare. Nel corso del Novecento i templi detti “C” ed “E”, risalenti al VI-V secolo a.C., sono stati sottoposti a un pesante restauro che li ha in parte rimessi in piedi. La ricostruzione permette di rivedere i templi così come erano nell’antichità, ma... queste ricostruzioni sono corrette? La domanda è tornata alla ribalta quando, di recente, si è cominciato a parlare della ricostruzione del colossale Tempio G di Selinunte (V secolo a.C.), che attualmente giace in rovina al suolo come un gigante addormentato, in seguito a un terremoto che nel IV secolo d.C. lo ha completamente abbattuto.

Gli studiosi sono divisi. C’è chi sostiene che la ricostruzione restituirebbe il tempio all’antico splendore, e chi invece non è d’accordo, sia per gli enormi costi che comporta sia perché si distruggerebbe lo scenario delle rovine che da secoli esercita un grande fascino sui visitatori.

Allora, come conservare e al tempo stesso far sì che il pubblico possa apprezzare e comprendere i monumenti antichi? In molti Paesi si tende a risollevare i monumenti atterrati integrando le parti mancanti, mentre in Italia si preferiscono interventi più leggeri per conservare lo stato in cui un monumento è stato ritrovato senza aggiungervi nulla.

La questione è aperta...

Un lato del Tempio C di Selinunte ricostruito.

Artè
Artè
Percorso integrato di Storia dell’arte e Comunicazione visiva. Capitolo DEMO: La Grecia antica