A TU PER TU CON L’OPERA

Il Dorìforo

POLICLETO

COMPRENDO E APPREZZO
DOVE? QUANDO? PERCHÉ?

Nel Dorìforo (che significa “portatore di lancia”) lo scultore Policleto applica i risultati del suo studio sulle proporzioni del corpo umano, che ha teorizzato in un celebre trattato intitolato Canone.

Policleto, così come Mirone, l’autore del Discobolo (vedi p. 88), parte dall’osservazione del reale, ma ricerca la perfezione, cioè la raffigurazione di una bellezza ideale che incarni i princìpi di armonia, simmetria ed equilibrio, al di là dell’aspetto individuale del soggetto scelto.

CHE COSA VEDO?

1 L’atleta è raffigurato mentre cammina: sta sollevando il piede sinistro per portare in avanti la gamba sinistra, quindi tutto il peso è spostato sulla gamba destra. Il movimento dei piedi e delle gambe si riflette nella posizione del bacino, con l’anca destra sollevata e la sinistra che si abbassa. All’opposto, è la spalla sinistra a sollevarsi, perché il braccio sinistro, piegato in avanti, portava una lancia (realizzata in metallo nella copia in marmo e andata perduta) appoggiata sulla spalla, come avveniva di norma durante la marcia. La spalla destra invece si abbassa, perché il braccio destro è disteso lungo il fianco.


2 Il movimento appare molto naturale e armonico proprio grazie a questa alternanza di parti piegate e distese – detta anche “contrapposto” – che forma una specie di schema a X: la gamba sinistra piegata si contrappone al braccio destro disteso e la gamba destra distesa si contrappone al braccio sinistro piegato.


OSSERVO

La mano sinistra del Dorìforo è chiusa perché stringeva la lancia che l’atleta portava appoggiandola alla spalla. Nelle copie di marmo che sono giunte fino a noi, la lancia, realizzata in metallo, non si è conservata.



OSSERVO

L’APPLICAZIONE DEL CANONE

Tutte le parti del corpo del Dorìforo sono in equilibrio proporzionale tra loro, secondo i rapporti matematici stabiliti nel Canone: per esempio, come si vede nello schema qui a lato, l’altezza del corpo deve essere otto volte quella della testa. In questo modo lo scultore elabora un modello di massima perfezione.



CONFRONTO

Il Dorìforo diviene nei secoli successivi un modello al quale ispirarsi per immagini che vogliono richiamare la bellezza atletica ed eroica. L’imperatore romano Augusto nel I secolo a.C. si farà rappresentare con la corazza militare e la lancia (perduta) ripetendo, tranne che nelle braccia, la posizione del Dorìforo.



FISSO I CONCETTI

IL DORÌFORO

  • è la statua di un atleta che porta la lancia;

  • rappresenta la figura umana secondo un canone di perfezione ideale;

  • è raffigurato in movimento, con le parti del corpo contrapposte in modo simmetrico.


Artè
Artè
Percorso integrato di Storia dell’arte e Comunicazione visiva. Capitolo DEMO: La Grecia antica