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osservo e leggo

Il secondo Ottocento

● Rispondi alle domande.

1 In che cosa consiste la novità della tecnica dei macchiaioli?

2 Quali sono i caratteri comuni ai pittori impressionisti?

3 Quali sono le differenze tra il Pointillisme francese e il Divisionismo italiano?

4 In che cosa consiste l’originalità dello stile di Vincent van Gogh?

5 Paul Gauguin dipinge la maggior parte dei suoi quadri in Polinesia, dove si era trasferito: che cosa vuole trasmettere di quei luoghi all’osservatore?

6 Qual è il soggetto più rappresentato, sia in pittura che in scultura, da Degas?

7 Quali innovazioni nell’uso dei materiali e nei progetti caratterizzano l’architettura della seconda metà dell’Ottocento? Fai alcuni esempi.

● Leggi il testo, osserva l’immagine e svolgi l’esercizio.

Per quasi venticinque anni Rodin lavora a quello che diventerà il suo capolavoro, Il pensatore. La statua rappresenta un uomo seduto, assorto in profondi pensieri; la scelta di raffigurarlo senza vestiti, in solitaria meditazione, vuole porre l’accento sull’universalità della sua condizione: a questo contribuisce anche la scelta della tipologia di uomo, né troppo giovane, né troppo anziano, ma di età matura, con i capelli corti come un atleta dell’antichità. La posizione delle braccia fa sì che il busto risulti proteso in avanti. Il volto, pur se pensieroso, è disteso; lo sguardo, rivolto verso il basso, non sembra fissare alcun punto in particolare, a indicare la complessità delle riflessioni che affollano la mente dell’uomo.

● Riassumi in una frase gli elementi che caratterizzano quest’opera evidenziando questi punti:

a le analogie con Michelangelo;

b la posa.

Auguste Rodin, Il pensatore (1904), bronzo, h 180 cm. Parigi, Musée Rodin.

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Trasformazioni di stile

Nel corso dell’Ottocento le nuove invenzioni e i progressi della tecnica hanno notevoli ripercussioni sull’evoluzione artistica. Nella pittura si sono susseguite diverse tecniche di rappresentazione della realtà. Uno degli aspetti più evidenti è l’evoluzione nell’uso del pennello: la pennellata è più libera, aperta e si discosta gradualmente dai contorni del disegno.

Vuoi realizzare un’opera dell’Ottocento? Prova anche tu a rivivere questa trasformazione rielaborando, in digitale, l’immagine di una veduta settecentesca fino a farla diventare un dipinto dell’Ottocento. Impara a utilizzare il programma FotoSketcher con il videotutorial.

● Indica per ogni frase a quale delle due opere corrisponde. Fai riferimento a quanto hai osservato nelle opere e letto nei testi.

Uso dell’acqua come “duplicatore di immagini”: ......................................................................................................................... .

Maggior movimento: ....................................................................................................................................... .

Valore dato ai particolari: ......................................................................................................................... .

Catturare la bellezza di un paesaggio è l’obiettivo degli acquerelli di Turner. L’acquerello è una tecnica che, per la rapidità d’esecuzione e la flessibilità del tratto e della definizione dei colori, si presta particolarmente a rendere l’emozione dell’artista di fronte alla natura. Lago con colline rappresenta un paesaggio con al centro un lago circondato da alture. Nell’acquerello i colori, quando si asciugano, tendono a sovrapporsi fra loro; in questo modo l’artista, pur rinunciando alla rappresentazione dei dettagli, riesce a rendere l’effetto del cielo e delle colline che si specchiano nel lago.

William Turner, Lago con colline (1848-1850), acquerello su carta, 35x52,7 cm. Londra, Victoria and Albert Museum.

La natura nella sua stretta relazione con la luce e con le variazioni atmosferiche è uno dei soggetti prediletti da Monet. Stagno di Mont­geron raffigura la località appena fuori Parigi dove l’artista trascorre l’estate del 1876. Il clima estivo è richiamato dalla luce bianca che filtra fra gli alberi al centro e che si riflette nell’acqua. La ricca vegetazione si rispecchia nello stagno e i riflessi che si creano sono resi con particolare sensibilità grazie a pennellate dense e pastose. Le figure umane che si intravedono sul bordo del laghetto sono parte integrante della natura e della luce: le loro vesti sono delineate con profili sommari e dipinte con gli stessi colori usati per l’aria e l’acqua. L’ambiente lacustre in un’assolata giornata estiva è dunque protagonista assoluto del dipinto, con i giochi di luci e colori che si moltiplicano grazie alla presenza dell’acqua.

Claude Monet, Stagno di Montgeron (1876-1877), olio su tela,


173x194 cm. San Pietroburgo, Museo statale Ermitage.

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Artè
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Percorso integrato di Storia dell’arte e Comunicazione visiva. Capitolo DEMO: La Grecia antica