Le celle sono le stanze dei monaci.

le parole dell’arte

Il monastero è un vasto complesso in cui sono presenti tutti gli ambienti e gli spazi necessari alla vita dei monaci, che si dedicano non solo alla preghiera ma anche ad attività manuali. Inoltre, spesso, il complesso comprende strutture destinate a ospitare anche i laici che non fanno parte del monastero: scuole, ospedali, ospizi per i poveri e i pellegrini.

Il monastero diventa quindi una sorta di piccola città, che spesso controlla anche la regione circostante. Nelle campagne i monaci si dedicano ad attività agricole e contribuiscono alla crescita economica del territorio e allo sviluppo di nuove tecniche: ai benedettini, per esempio, si deve la diffusione di un nuovo tipo di aratro, che lavora in profondità il terreno.

Disegno ricostruttivo dell’Abbazia di Cluny intorno all’anno Mille.

Il monastero romanico

Il Romanico

Il refettorio è la sala comune in cui si consumano i pasti; mentre i monaci mangiano, uno di loro è incaricato di leggere brani dalle Sacre Scritture.

La sala capitolare è l’ambiente che ospita le assemblee e le riunioni della comunità; qui si elegge l’abate, che è il capo della comunità religiosa.

Tavola interattiva

Nella biblioteca si conservano i libri: qui i monaci leggono e studiano i testi sacri; nello scriptorium, collegato alla biblioteca, si producono e si decorano i manoscritti.

L’infermeria svolge la funzione di un piccolo ospedale.

Il chiostro è un luogo per la meditazione, un cortile porticato con un giardino e un pozzo (o cisterna) per l’acqua al centro; la sua forma si ispira a quella del cortile dell’antica casa romana, dove le stanze della casa erano collegate tra loro tramite il peristilio.

La chiesa è il cuore religioso del complesso, il luogo in cui si celebrano le messe.

La foresteria ospita laici e forestieri, estranei alla comunità religiosa.

Resti dell’antica chiesa abbaziale di Cluny con transetto e campanile (1089-1135).

Fisso i concetti

i monasteri romanici

sono piccole città abitate da monaci che si dedicano anche a varie attività manuali, alternando preghiera e lavoro;

comprendono strutture aperte ai laici, come scuole e ospedali;

prendono come modello architettonico e religioso l’Abbazia di Cluny.

Il monastero romanico

ARTE più

Nelle biblioteche dei monasteri, accanto all’amanuense, cioè il monaco incaricato di trascrivere a mano i testi, lavorava il miniatore, colui che decorava le iniziali dei paragrafi: il termine “miniatore” deriva dal colore “minio”, un tipo di rosso scuro, molto utilizzato a tale scopo. Con il tempo questo tipo di decorazione, detta miniatura, inizia a occupare uno spazio sempre più ampio all’interno della pagina, fino a riempirla per intero. Grazie alla diffusione sempre maggiore dei libri, la miniatura uscì dai confini dei monasteri e divenne una delle arti più importanti del Medioevo.

Scuola anglonormanna, iniziale decorata delle Antichità giudaiche di Flavio Giuseppe (1130 ca.). Canterbury, Cambridge University Library, Christ Church, ms. Dd I.4.

Copiare e decorare libri

Il modello delle abbazie benedettine

Fondata nel 910 nei pressi di Mâcon, in Borgogna (Francia), l’abbazia benedettina di Cluny è protagonista della rinascita culturale e religiosa dell’Europa cristiana. Promuove infatti un’importante riforma della Regola benedettina, rendendo più rigorosa nella vita monastica l’alternanza di lavoro manuale e preghiera. Cluny diventa così un modello spirituale e religioso, ma anche tecnico e architettonico: molti monasteri infatti vengono costruiti copiando la pianta di Cluny e la sua disposizione delle strutture.

Oggi Cluny è in rovina, ma gli archeologi ne hanno ricostruito l’aspetto nel momento del suo massimo splendore.

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Percorso integrato di Storia dell’arte e Comunicazione visiva. Capitolo DEMO: La Grecia antica