L’invenzione di nuovi modelli architettonici è evidente nel caso del Pantheon (che in greco significa “tutti gli dèi”). Un primo tempio con questo nome era stato fatto erigere da Agrippa, genero di Augusto, ma era stato distrutto da un incendio; nel II secolo d.C. l’imperatore Adriano lo ricostruisce nelle forme che vediamo ancora oggi.

Attraverso un portico di ingresso, il prònao, si accede alla cella vera e propria, un grande ambiente rotondo. La copertura a cupola, con un’apertura centrale dalla quale entra la luce (oculo), è resa possibile dalla nuova tecnica del cementizio, che come si è visto rende la muratura più leggera ma non per questo meno resistente. L’altezza massima dello spazio interno è di oltre 43 metri, uguale al diametro della base: ne risulta un ambiente che tende alla forma sferica e che costituisce per il mondo antico una vera novità nella concezione dello spazio.

Un interno innovativo

La cella del tempio è internamente rivestita di marmi preziosi ed è abbellita con colonne e nicchie (rientranze) che ospitavano le statue degli dèi. La grande cupola è decorata da cassettoni (riquadri incavati) disposti in cerchi sempre più piccoli, che terminano con un’apertura circolare sul soffitto.

Il Pantheon

Il Pantheon

Fisso i concetti

Il Pantheon

è un tempio dedicato a tutti gli dèi;

ha un prònao con un porticato a colonne, da cui si accede alla cella rotonda rivestita di marmi.

Disegno in spaccato del Pantheon con una sfera immaginaria tracciata nello spazio interno.

Una facciata tradizionale

Il prònao del Pantheon ha in primo piano una fila di otto colonne di granito grigio, seguite da due file di quattro colonne di granito rosso. Sul frontone si notano i fori a cui era agganciata la decorazione in metallo oggi scomparsa. L’iscrizione con il nome di Agrippa risale al primo tempio.

Video racconto

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Artè
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Percorso integrato di Storia dell’arte e Comunicazione visiva. Capitolo DEMO: La Grecia antica