L'INTERVISTA - Machiavelli con le parole di Roberto Saviano

L’INTERVISTA – Machiavelli con le parole di... Roberto Saviano

«CONOSCERE IL POTERE PER LIMITARLO»

Tra tutti gli scrittori italiani di oggi, ROBERTO SAVIANO è forse quello più disposto a “sporcarsi le mani” con la realtà. Le denunce contenute nei suoi libri contro la criminalità e il malaffare l’hanno costretto ormai da molti anni a vivere sotto scorta. Saviano concepisce la letteratura come critica al potere, soprattutto quando esso confina o addirittura si mescola con l’illegalità. Per questo abbiamo chiesto a lui di parlarci di NICCOLÒ MACHIAVELLI, un autore che del potere ha mostrato il volto oscuro.

Roberto Saviano, dove e quando ha incontrato Machiavelli?

Ho incontrato Machiavelli per la prima volta in un’antologia di scuola. Ricordo ancora che la pagina di questa antologia portava il profilo di Cesare Borgia, un personaggio storico che affascinava molto Machiavelli, tanto che scrisse molto su di lui. Mi piacquero così tanto le pagine, che andai a comprare in una libreria, a metà prezzo, un’edizione dell’opera più importante di Machiavelli, il trattato politico Il Principe.


Qual è il suo personale rapporto con questo scrittore?

Machiavelli mi è sempre sembrato il mio più grande alleato per capire come funziona il potere. Mi ricordo che da ragazzino lo leggevo e imparavo a memoria delle frasi. Quella che più ripeto tutt’ora è questa: “Non partirsi dal bene, potendo, ma sapere entrare nel male, necessitato”. Cioè: se possibile bisogna stare dalla parte del bene e fare il bene, ma se è necessario bisogna anche essere disposti a passare dalla parte del male e dunque a fare il male.


Che cosa soprattutto l’ha colpita in Machiavelli?

Mi ha colpito e continua a colpirmi specialmente la sua capacità di descrivere, in forma universale, come si comanda. Certo, stiamo parlando di una società non democratica, ma Machiavelli in realtà prepara a qualsiasi tipo di potere. E mentre lo sta facendo nella forma di un manuale dedicato all’uomo che comanderà, Il Principe, sta suggerendo al lettore come difendersi.


Che cosa può dire Machiavelli alla gioventù di oggi?

Per una ragazza o per un ragazzo di oggi, Machiavelli è innanzitutto un immenso divertimento. Capirete che avventura incredibile sia la politica, il governo degli uomini. Nel Principe c’è tutto: come ingannare le persone con i vizi, come manipolarle con le emozioni, come deriderle, come sbugiardarle... Ragazzi, entrate e divertitevi in questo mondo incredibile. Uscirete dalle pagine di Machiavelli con uno scudo e con una spada.


Qual è a suo avviso la principale eredità consegnata da Machiavelli alla letteratura e alla filosofia?

Quella di Machiavelli è la prima vera opera di filosofia del potere. Lascia in consegna la necessità di vincolare a delle regole l’attività di chi governa gli uomini. Ha delle idee geniali, pensate a questo concetto che ha espresso: il miglior modo per essere assediato è costruire castelli. È un’immagine meravigliosa. Noi pensiamo il contrario, che costruire castelli salvi dagli assedi, e lui invece, quando racconta questo, sta suggerendo che, se chi comanda si chiude in sé stesso, se rimane arroccato in un potere distante dalla realtà, se inizia a sottrarsi al mondo, non si rende più inattaccabile, ma al contrario sta favorendo l’assedio. Il mondo intero vede dove è chiuso e lo assale. Machiavelli parla di un potere diffuso, non soltanto di una persona, non rinchiuso in un’istituzione, non nascosto dietro un masso. È a questo punto, con un potere diffuso, con una gestione allargata, che si evita l’assedio.


Lei, da scrittore, che cosa ha imparato da Machiavelli?

Ho conosciuto uno stile letterario grandissimo, che permette di essere avvincente, narrativo e allo stesso tempo filosofico, di dottrina. Mentre leggi Machiavelli, in realtà, stai leggendo storie su storie, ti appassioni a esse e nel contempo arrivi alla teoria.


Qual è il messaggio fondamentale di Machiavelli?

Il messaggio di Machiavelli resta uno, chiaro e indissolubile: temere il potere, conoscerlo per limitarlo, costruire una società in cui sia tolto ai sovrani e ai tiranni e dato a organismi che, seppure imperfetti, caratterizzati da contraddizioni e da errori, siano rivolti verso una gestione libera della cosa comune.

Roberto Saviano è nato a Napoli nel 1979. Giornalista e scrittore, nel 2006 ha pubblicato il romanzo-inchiesta Gomorra. Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra, nel quale ha raccontato la realtà del mondo che gravita intorno alle attività della criminalità organizzata campana. In seguito alle minacce di morte ricevute per la pubblicazione del libro, Saviano è stato costretto a vivere sotto scorta. Tra le sue opere successive: Il contrario della morte. Ritorno da Kabul (2007), La bellezza e l’inferno (2009), La parola contro la camorra (2010), Vieni via con me (2011), Zerozerozero (2013). Nel 2016 Saviano ha pubblicato La paranza dei bambini, storia di adolescenze violente in una Napoli in lotta per il potere malavitoso, cui hanno fatto seguito il romanzo Bacio feroce (2017), che ne prosegue il ciclo, il libro-testimonianza In mare non esistono taxi (2019), la raccolta di racconti Gridalo (2020), il cui tema centrale è la ricerca di giustizia, l’opera a fumetti Sono ancora vivo (2021), e i due testi Solo è il coraggio. Giovanni Falcone, il romanzo (2022) e Cuore puro (2022).

Letteratura attiva - volume 1
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