Il Maraschini-Palma - volume 5

i matem L eggere di matematica Turing voleva indagare come una macchina potesse apprendere dalle procedure precedentemente eseguite e come si potesse arrivare a confondere il ragionare di una persona con l operare di una macchina che ne simulava il comportamento. Il saggio, di cui riportiamo l introduzione, è premessa all elaborazione del cosiddetto test di Turing, criterio che consente di stabilire se una macchina è intelligente, consistente nella impossibilità di distinguere, in un dialogo scritto, se ci si trova di fronte a un interlocutore umano o a un artefatto. M i propongo di considerare la domanda: «Possono pensare le macchine? . Si dovrebbe cominciare con il definire il significato dei termini macchina e pensare. Lei definizioni potrebbero essere formulate in modo da riflettere il più possibile l uso normale delle parole, ma questo atteggiamento è pericoloso. Se il significato delle parole macchina e pensare deve essere trovato esaminando le parole stesse attraverso il loro uso comune, è difficile sfuggire alla conclusione che tale significato e la risposta alla domanda «possono pensare le macchine? vadano ricercati in una indagine statistica del tipo delle inchieste Gallup. Ciò è assurdo. Invece di tentare una definizione di questo tipo sostituirò la domanda con un altra, che le è strettamente analoga e che è espressa in termini non troppo ambigui. La nuova forma del problema può essere descritta in termini di un gioco, che chiameremo «il gioco dell imitazione . Questo viene giocato da tre persone, un uomo (A), una donna (B) e la l interrogante (C), che può essere dell uno o dell altro sesso. L interrogante viene chiuso in una stanza, separato dagli altri due. Scopo del gioco per l interrogante è quello di determinare quale delle altre due persone sia l uomo e quale la donna. Egli le conosce con le etichette X e Y, e alla fine del gioco darà la soluzione «X è A e Y è B o la soluzione «X è B e Y è A . L interrogante può far domande di questo tipo ad A e B: «vuol dirmi X, per favore, la lunghezza dei propri capelli? Ora supponiamo che X sia in effetti A, quindi A deve rispondere. Scopo di A nel gioco è quello di ingannare C e far sì che fornisca una identificazione errata. La sua risposta potrebbe perciò essere: «I miei capelli sono tagliati à la gar onne, e i più lunghi sono di circa venticinque cm. Le risposte, in modo che il tono di voce non possa aiutare l interrogante, dovrebbero essere scritte, o meglio ancora battute a macchina. La soluzione migliore sarebbe quella di avere una telescrivente che mettesse in comunicazione le due stanze. Oppure le domande e le risposte potrebbero essere ripetute da un intermediario. Scopo del gioco, per il terzo giocatore (B), è quello di aiutare l interrogante. La migliore strategia per lei è probabilmente quella di dare risposte veritiere. Essa può anche aggiungere alle sue risposte frasi come: «Sono io la donna, non dargli ascolto! ma ciò non approderà a nulla dato che anche l uomo può fare affermazioni analoghe. Poniamo ora alla domanda: «Che cosa accadrà se una macchina prenderà il posto di A nel gioco? L interrogante darà una risposta errata altrettanto spesso di quando il gioco viene giocato tra un uomo e una donna? Queste domande sostituiscono quella originale: Possono pensare le macchine? . [A.M. Turing, Macchine calcolatrici e intelligenza, in Mind , vol. 59 (1950), pp. 433-460, tr. It. in La filosofia degli automi, a cura di V. Somenzi e R. Cordeschi, Boringhieri, Torino, 1986] 289

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