Obiettivo alimentazione

Le fasi principali della produzione del miele sono le seguenti. Estrazione dei favi: quando i favi del melario sono colmi, vengono estratti e trasferiti nei laboratori di smielatura. Disopercolatura: si aprono le celle che le api hanno sigillato asportando la cera che le occlude, così da permettere la fuoriuscita del miele. Smielatura: i favi privati della cera sono posizionati nello smielatore, che provoca la fuoriuscita del miele per centrifugazione. Filtrazione e condizionamento: il miele viene ltrato dalle impurità (per esempio dalla cera) attraverso un semplice ltro a maglie, e poi lasciato riposare per separare le impurità più piccole e le microbollicine di aria inglobate durante la centrifugazione. Confezionamento: il miele, dopo circa 2 settimane, è pronto per essere inserito in contenitori di vetro, PET o poliaccoppiati. Uno smielatore con i favi Nella produzione industriale il miele è sottoposto a due successivi passaggi. Cristallizzazione: un miele liquido viene miscelato con un altro miele già cristallizzato; quest ultimo costituisce l innesco principale della cristallizzazione della miscela. I mieli più ricchi in glucosio cristallizzano più rapidamente rispetto a quelli più ricchi di fruttosio. Il consumatore tuttavia può percepire la di erenza di consistenza in modo negativo. Pastorizzazione: il prodotto viene portato rapidamente a 73-78 °C, per poi essere raffreddato altrettanto velocemente, per eliminare batteri e lieviti, perdendo però anche vitamine ed enzimi. Il valore nutrizionale del miele Il miele è costituito da acqua (20%), glucosio (35%), fruttosio (40%) e saccarosio (1%); il resto sono in prevalenza acidi organici, sali minerali ed enzimi. Tradizionalmente questo alimento è considerato salutare, tuttavia il suo apporto calorico (304 kcal/100 g), sebbene sia inferiore a quello dello zucchero (392 kcal/100 g), è comunque tale da non giusti carne un utilizzo eccessivo. L elevato tenore di zuccheri inibisce la crescita batterica. Alcuni batteri, tuttavia, riescono a sopravvivere producendo spore come il Clostridium botulinum, che causano il botulismo infantile, poiché le spore si attivano nel colon dei neonati. La pastorizzazione non garantisce l eliminazione delle spore, per cui il miele è sconsigliato no al compimento di un anno di età. QUALIT MADE IN ITALY ALL ORALE MI PREPARO Qual è la differenza tra nettare e melata? Quali sono le fasi principali della produzione del miele? Quali sono le caratteristiche nutrizionali del miele? Quattordici comuni della Lunigiana producono il miele della Lunigiana DOP (Toscana, Liguria) di acacia e di castagno. In provincia di Belluno si produce il miele delle Dolomiti bellunesi DOP (Veneto) che, a seconda della fioritura, è di millefiori, acacia, tiglio, castagno, rododendro o tarassaco. Il miele varesino DOP (Lombardia) è un monofloreale di acacia con una nota distintiva data dai pollini di piante ornamentali esotiche presenti in giardini e parchi, come la palma nana. FISSA I CONCETTI Il processo produttivo del miele FAVI estrazione favi dall arnia disopercolatura smielatura MIELE ltrazione e condizionamento confezionamento CAPITOLO 2 I dolcificanti e i dolci 187

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Per il secondo biennio