Letteratura attiva - volume 2

65 70 (r. 74) Beccaria abbandona per un attimo la razionalità logica della sua argomentazione per evocare visivamente la condizione dei condannati. 75 80 (rr. 85-91) L autore evidenzia come la sua posizione non sia astrattamente filantropica: la condanna all ergastolo è infatti una pena peggiore della pena capitale, che dissolve la sofferenza in un solo momento. 85 90 sembra consistere nel sentimento di compassione,35 quando comincia a prevalere su di ogni altro nell animo degli spettatori d un supplicio più fatto per essi che per il reo.36 Perché una pena sia giusta non deve avere che quei soli gradi d intensione che bastano a rimuovere gli uomini dai delitti;37 ora non vi è alcuno che, riflettendovi, scieglier possa la totale e perpetua perdita della propria libertà per quanto avvantaggioso possa essere un delitto: dunque l intensione della pena di schiavitù perpetua38 sostituita alla pena di morte ha ciò che basta per rimuovere qualunque animo determinato;39 aggiungo che ha di più:40 moltissimi risguardano la morte41 con viso tranquillo e fermo, chi per fanatismo, chi per vanità, che quasi sempre accompagna l uomo al di là dalla tomba, chi per un ultimo e disperato tentativo o di non vivere o di sortir di miseria;42 ma né il fanatismo né la vanità stanno43 fra i ceppi o le catene, sotto il bastone, sotto il giogo, in una gabbia di ferro, e il disperato non finisce i suoi mali, ma gli44 comincia. L animo nostro resiste più alla violenza ed agli estremi ma passeggieri dolori che al tempo ed all incessante noia;45 perché egli può per dir così condensar tutto se stesso per un momento per respinger i primi,46 ma la vigorosa di lui elasticità non basta a resistere alla lunga e ripetuta azione dei secondi.47 Colla pena di morte ogni esempio che si dà alla nazione suppone48 un delitto; nella pena di schiavitù perpetua un sol delitto dà moltissimi e durevoli esempi, e se egli49 è importante che gli uomini veggano spesso il poter delle leggi, le pene di morte non debbono essere molto distanti fra di loro: dunque suppongono la frequenza dei delitti, dunque perché questo supplicio sia utile bisogna che non faccia su gli uomini tutta l impressione che far dovrebbe, cioè che sia utile e non utile nel medesimo tempo. Chi dicesse che la schiavitù perpetua è dolorosa quanto la morte, e perciò egualmente crudele, io risponderò che sommando tutti i momenti infelici della schiavitù lo sarà forse anche di più, ma questi sono stesi sopra tutta la vita, e quella esercita tutta la sua forza in un momento; ed è questo il vantaggio della pena di schiavitù, che spaventa più chi la vede che chi la soffre; perché il primo considera tutta la somma dei momenti infelici, ed il secondo è dall infelicità del momento presente distratto dalla futura. Tutti i mali s ingrandiscono nell immaginazione, e chi soffre trova delle risorse e delle consolazioni non conosciute e non credute dagli spettatori, che sostituiscono la propria sensibilità all animo incallito dell infelice. 35 Il limite compassione: nello stabilire la durezza (rigore) delle pene, il legislatore dovrebbe evitare che il sentimento della compassione, e dunque della solidarietà con il condannato, prevalga sul timore che tali pene vorrebbero incutere. 36 un supplicio per il reo: Beccaria ribadisce che lo spettacolo delle esecuzioni capitali è allestito soprattutto per coloro che vi assistono; ma il suo effetto deterrente è inefficace, sia perché momentaneo sia perché contaminato dalla compassione per il condannato. 37 Perché una pena dai delitti: affinché una pena sia giusta (ed efficace), essa non deve superare quel grado di intensità (intensione) che basti a distogliere (rimuovere) i cittadini dal commettere i crimini. 38 schiavitù perpetua: ergastolo o lavori forzati. 39 determinato: disposto a delinquere. 40 ha di più: è più efficace. 41 risguardano la morte: guardano alla morte. 42 sortir di miseria: uscire da una condizione di povertà (proprio attraverso la morte). 43 stanno: allignano, vivono. 44 gli: li (pronome in funzione di complemento oggetto). 45 L animo nostro noia: coloro che non esitano ad affrontare la morte, ritenendola una sofferenza passeggera e per di più capace di liberarli dalla miseria della loro esistenza, sono trattenuti dal commettere delitti dalla prospettiva dell incessante noia di una vita in carcere molto più che dalla paura della pena capitale. 46 i primi: i dolori violenti ma passeggeri (come quelli di un esecuzione capitale). 47 dei secondi: il tempo prolungato e la noia della prigione a vita. 48 suppone: presuppone. 49 egli: pleonastico. LA TRATTATISTICA ILLUMINISTICA / 195

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Dal Seicento al primo Ottocento