T3 - ANALIZZIAMO INSIEME - Le ansie di un uomo avido

ANALIZZIAMO INSIEME Le ansie di un uomo avido / T3 / Molière, L avaro, atto I, scena IV; atto IV, scene VI-VII / Denaro e disperazione / Nella vita di Arpagone sembra non esserci spazio che per il denaro. Anche i figli vengono visti come strumenti per arricchirsi ulteriormente, tramite matrimoni combinati. A complicare il quadro, giunge, del tutto inatteso, il furto della cassetta contenente i suoi soldi. ATTO I, scena quarta Elisa, Cleante, Arpagone Certo, non è una preoccupazione di poco conto dover nascondere in casa propria una grossa somma di danaro. Beato chi ha tutti i suoi averi ben collocati, e serba solo quel che gli è necessario per la spesa. Non è cosa da poco escogitare in casa un nascondiglio sicuro, poiché a me le casseforti sono invise e ne diffido assai. Mi pare che siano una vera e propria esca per i ladri, la prima cosa che viene cercata. Non so, tuttavia, se ho fatto bene a seppellire in giardino i diecimila scudi che mi hanno restituito ieri. Diecimila scudi d oro nascosti in casa, sono una somma abbastanza (Fratello e sorella arrivano parlando sotto voce) Oh Cielo! Non mi sarò tradito io stesso? Trascinato dalla veemenza, credo di aver parlato ad alta voce, mentre riflettevo tra me e me. Che cosa c è? cleante Niente, padre. arpagone da molto che siete lì, voi due? elisa Siamo appena arrivati. arpagone Avete ascoltato cleante Che cosa, padre? arpagone Stando lì elisa Cosa? arpagone Quel che stavo dicendo. cleante No. arpagone Ma sì, ma sì. elisa No, perdonatemi. arpagone Vedo bene che avete sentito qualche parola. Il fatto è che stavo riflettendo tra me e me, sulle difficoltà a cui si va incontro, al giorno d oggi, per trovare danaro; e mi dicevo: beato chi può disporre in casa di diecimila scudi. cleante Esitavamo ad avvicinarci per paura di interrompervi. arpagone Mi fa molto piacere potervi dire questo affinché non fraintendiate, e non v immaginiate che sono io a possedere diecimila scudi. cleante Non spetta a noi entrare negli affar vostri. arpagone Piacesse a Dio che li avessi, diecimila scudi! cleante Non credo arpagone Sarebbe un gran bene per me. elisa Son di quelle cose arpagone Ne avrei tanto bisogno. cleante Penso che arpagone Mi farebbero veramente comodo. elisa Voi siete arpagone Non mi lamenterei, come faccio, delle ristrettezze dei tempi. arpagone 5 10 15 20 25 (rr. 30-38) Tra Arpagone e i figli non è possibile un autentico dialogo: il padre parla e interrompe continuamente i figli ai quali, quando si tratta di denaro, non permette neppure di completare le frasi. 30 35 I CLASSICI EUROPEI DEL SEICENTO / 115

Letteratura attiva - volume 2
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Dal Seicento al primo Ottocento