Spazio Scienze umane - volume 1

L APPRENDIMENTO ANALISI E COMPRENSIONE DI UN DOCUMENTO 6 Arancia meccanica è un libro molto controverso nel quale vengono descritte scene estremamente violente; vi è stato tratto anche un famoso film con la regia di Stanley Kubrick. Dopo la lettura, svolgi le attività. Il protagonista è un giovane bullo, a capo di una banda spietata che commette terribili delitti. Quando viene arrestato, gli si prospetta una lunga pena in un durissimo penitenziario. Tuttavia, alcuni psicologi stanno sperimentando una nuova terapia che dovrebbe rieducare questo giovane criminale eliminando tutta la violenza che c è dentro di lui e rendendolo inoffensivo. Accettando di essere sottoposto a questa cura il ragazzo potrà essere rilasciato prima dalla prigione perché non sarà più in grado di nuocere. La cura Ludovico , questo è il nome della terapia, si basa su un condizionamento strettamente pavloviano: il giovane criminale viene legato a una sedia, gli viene immobilizzata la testa e gli vengono messe delle pinze sugli occhi che gli impediscono di chiudere le palpebre. Questo lo costringe a guardare una serie di filmati proposti dagli sperimentatori nei quali si susseguono scene che rappresentano ogni genere di violenza, mentre un infermiera gli inietta una sostanza che produce in lui terribili conati di vomito e un malessere insopportabile. Lo scopo è quello di creare un associazione tra la violenza e il malessere. Ecco come viene descritta questa particolare cura. La cura Ludovico Ci sono molte maniere per introdurre nel tuo organismo questa roba di Ludovico. Per via orale, per esempio. Ma il metodo sottocutaneo è il migliore. Ti consiglio di collaborare. Ribellarsi non avrebbe senso. Non puoi avere la meglio su di noi. [ ] Non sei ancora guarito. C è ancora molto da fare. Solo quando il tuo corpo reagirà prontamente e violentemente alla violenza, come davanti a un serpente, senza altro aiuto da parte nostra, senza farmaci, solo allora. No, no, ragazzo mio, lascia fare a noi. Ma sta allegro. Presto sarà tutto finito. Ormai, tra meno di quindici giorni sarai un uomo libero. Meno di quindici giorni. O fratelli e amici miei, fu come un secolo. Fu come dal principio alla fine del mondo. Ma, quattro giorni dopo, quando la quaglia [l infermiera] entrò con l ipodermica, io dissi: Oh no, non me la farai, e le detti un pugno sulla granfia [mano] e la siringa, tràcchete, andò a rotolare per terra. Quello che fecero fu di chiamare quattro o cinque tamagni [infermieri] bastardoni in camice bianco per tenermi inchiodato al letto e festarmi con biffe [facce] ghignanti accostate alla mia, e poi questa quaglia infermiera disse: Sei cattivo, brutto e maligno, e m iniettò la solita robaccia sbattendomi un altro ago dentro la granfia con rabbia e cattiveria. E poi, esausto, fui trasportato sulla sedia a rotelle nel filmodromo dell inferno. Questi film, fratelli, erano uguali tutti i giorni, sempre calci e salsa rossa [sangue] che colava dalle biffe e dalle macerie [corpo] e schizzava fin sulla lente della macchina. In genere erano malcichi [ragazzi] ghignanti e gufanti oppure torturatori giapponesi che ridacchiavano eh eh eh, o nazisti brutali che ammazzavano a calci o fucilate. E ogni giorno la nausea e i dolori e la sete aumentavano, e io avevo voglia di morire. Pensai: Non può durare ancora molto. Devo essere vicino alla fine. Sono arrivato al massimo della sofferenza e non posso soffrire più . Aspettavo, fratelli, aspettavo questa quaglia infermiera con la siringa, ma non venne. E poi arrivò il sotto-poldo in bianco e disse: unità 7 | L apprendimento | 205

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Psicologia - Metodologia della ricerca