Spazio Scienze umane - volume 1

Nella maggior parte dei casi i messaggi svolgono più di una funzione allo stesso tempo, anche se una prevale sulle altre. L analisi delle funzioni comunicative, oltre a enfatizzare il ruolo del contesto, si concentra sull intenzione di chi parla (scopi e motivazioni dell emittente) e sull interpretazione di ciò che viene detto. ESEMPIO: quando si riceve un messaggio non è sempre facile dedurre quale sia la sua funzione. Se un amico mi dice: «Stasera esce il nuovo film di Leonardo Di Caprio , vuole solo informarmi o mi sta proponendo di andare a vederlo? Può anche capitare che si attribuisca un intenzionalità a un comportamento che ne è in realtà privo oppure l emittente può volontariamente celare la sua reale intenzione: è il caso dell inganno, quando una persona mente e chi ascolta, non essendo consapevole della menzogna, attribuisce un altra intenzione al messaggio ricevuto. PER LO STUDIO 1. Come funziona il modello della comunicazione lineare di Shannon? 2. Che cosa si intende per feedback nel modello della comunicazione circolare? 3. Che cos è la funzione fàtica della comunicazione? 4. Fai un esempio di funzione metalinguistica della comunicazione. Per discutere INSIEME Di seguito trovate il famoso dialogo tra Romeo e Giulietta nell omonima tragedia di Shakespeare. Provate a leggerlo in classe individuando alcune delle funzioni comunicative presenti. Giulietta: O Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo stesso nome. Ovvero, se proprio non lo vuoi fare, giurami soltanto che mi ami, ed io smetterò di essere una Capuleti. Romeo: Devo continuare ad ascoltarla oppure rispondere a ciò che dice? Giulietta: solamente il tuo nome ad essermi ostile: tu saresti sempre lo stesso anche se non fossi un Montecchi. Che cosa vuol dire la parola Montecchi? Non è una mano, o un braccio o un viso, ne un altra parte che appartiene ad un essere umano. Oh, sii qualche altro nome! Quello che noi chiamiamo col nome di rosa, anche chiamato con un nome diverso, conserverebbe ugualmente il suo dolce profumo. Allo stesso modo Romeo, se portasse un altro nome, avrebbe sempre quella rara perfezione che possiede anche senza quel nome. Rinuncia quindi al tuo nome, Romeo, ed in cambio di quello, che tuttavia non è una parte di te, accogli tutta me stessa. Romeo: Ti prendo in parola. D ora in avanti non sarò più Romeo. Giulietta: Chi sei tu, così nascosto dalla notte, che inciampi nei miei pensieri più nascosti? Romeo: Non so dirti chi sono, adoperando un nome. Perché il mio nome, o diletta santa, è odioso a me stesso, perché è nemico a te. E nondimeno strapperei il foglio dove lo trovassi scritto. 104 | PSICOLOGIA |

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Psicologia - Metodologia della ricerca