Quaderno di scrittura

ESPORRE E PRESENTARE B 5 10 15 Sin dall inizio della sua storia, la civiltà egizia presenta un sistema di notazione matematica stabile e completo, con numerazione da uno fino al milione. Mentre in Mesopotamia si era adottato un sistema sessagesimale, in Egitto venne adottato un sistema decimale. Per scrivere i numeri fu utilizzato un sistema molto semplice e intuitivo, anche se ingombrante nella pratica. Questo si basa su sette segni, che possono ripetersi da una a nove volte, ognuno dei quali rappresenta una potenza di 10, da 100 a 106. Il segno più semplice, quello per le unità, è rappresentato da una lineetta verticale; perciò, volendo scrivere 5, lo scriba egiziano semplicemente ripete le lineette cinque volte; per scrivere 6, sei volte; e così via fino a 9. Lo stesso principio vale per le decine, il cui segno è un frammento di corda, per le centinaia, il cui segno è sempre una corda, ma arrotolata su se stessa, le migliaia, un fiore di loto, le decine di migliaia, un dito disposto in verticale, le centinaia, un girino di rana, e il milione, che veniva rappresentato con un genio che tiene le braccia aperte rivolte verso il cielo in segno di adorazione. Alice Cartocci, La notazione matematica nel Medio Regno, in La matematica degli Egizi, Firenze University Press, Firenze 2007 C 5 10 15 20 In carcere da 22 anni ha ottenuto il massimo riconoscimento nel percorso di studi universitari. Alessandro L., detenuto nel reparto G8 di Rebibbia-Nuovo complesso, dopo un periodo passato in quello di alta sicurezza, ha difatti conseguito un dottorato di ricerca in Sociologia. [ ] Ininterrottamente detenuto dal giugno del 1995, Alessandro si è laureato con lode in Sociologia all Università degli studi di Roma La Sapienza nel gennaio del 2013. Dopo la laurea ha deciso di proseguire gli studi universitari accedendo al corso di dottorato di ricerca in Sociologia e scienze applicate attivato dall Università di Roma La Sapienza. Fino ad arrivare alla discussione della dissertazione finale: uno studio sulla rieducazione, la formazione e il reinserimento sociale dei detenuti. « davvero un bel traguardo , commenta il garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio Stefano Anastasia, sottolineando la difficoltà di raggiungere un simile obiettivo per chi è detenuto. «Se studiare all interno del carcere è complicato spiega Anastasia, che è docente universitario seguire un corso di dottorato lo è ancora di più. Complimenti ad Alessandro, quindi, che è riuscito a portare a termine un percorso così arduo con grande determinazione. Ora mi auguro che il suo risultato raggiunto possa rappresentare un occasione di riflessione sul tema dell accesso agli studi per le persone detenute. Sarebbe certamente ottimo se l amministrazione penitenziaria si attrezzasse per garantire agli studenti che intendono intraprendere un percorso formativo post laurea idonei strumenti di studio e ricerca, anche informatici . Roma, in carcere da 22 anni, ottiene il dottorato di ricerca in Sociologia, in La Repubblica , 18 luglio 2017 113

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Antologia primo biennio