La luce del futuro - volume B

55 60 Dario Fo, Mistero buffo, a cura di F. Rame, Einaudi, Torino 1997 8. vantare: affermare, rivendicare per sé. 9. stile: inteso come conoscenza, cultura appresa tramite lo studio. 10. si fa sbracare: letteralmente, gli si toglie i calzoni. Soltanto attraverso l ironia e la satira è possibile rovesciare i rapporti di forza della società, mettendo alla berlina i padroni e la loro abitudine di sfruttare crudelmente i poveri e gli oppressi. SPECCHI di CARTA Non ci si stancherà mai di lodare le proprietà curative del riso. Ridere, tuttavia, è molto di più che un semplice antidoto alla tristezza: serve, infatti, a raggiungere la libertà. Ce ne accorgiamo quando siamo ossessionati dalla conquista di qualcosa e ci ritroviamo invasi da una bruciante, ingestibile passione. L oggetto dei nostri desideri, qualunque esso sia (una persona, il denaro, una posizione sociale...), rischia di renderci ciechi, in balia di quel pensiero assillante che finisce per occupare la testa e il cuore. Proprio allora, come in tutti gli altri casi della vita, dove un obiettivo o un ambizione ci ottenebrano la mente, rendendoci dimentichi di tutto il resto, ridere aiuta ad acquisire distacco, a ritornare con i piedi per terra: ciò che per noi è motivo di vita e di morte, infatti, per altri non significa nulla. Chi coltiva il riso riesce ad assumere altri punti di vista, a guardarsi dall esterno, a relativizzare verità e dogmi ritenuti indiscutibili e a mostrare il lato meschino delle cose, spesso celato sotto una veste nobile e sublime. Chi ride può sfuggire a qualsiasi schiavitù, perché ha spezzato la catena più dura: quella che ci inchioda, che ci costringe in noi stessi, prigionieri di convenzioni e luoghi comuni. 525 IL 50 vocati, eccetera. Non per il bene tuo, per la tua terra, ma per quelli come te che non hanno terra, che non hanno niente e che devono soffrire solamente e che non hanno dignità da vantare.8 Campare di cervello e non di piedi! . «Ma non capisci? Io non sono capace, io ho una lingua che non si muove di dentro, mi intoppo ad ogni parola e non ho stile9 e ho il cervello acco e molle. Come faccio a fare le cose che tu dici, e andare in giro a parlare con gli altri? . «Non preoccuparti che il miracolo viene adesso . Mi ha preso per la testa, mi ha tirato vicino e poi mi ha detto: «Gesù Cristo sono io, che vengo a te a darti la parola. E questa lingua bucherà e andrà a schiacciare come una lama vesciche dappertutto e a dar contro ai padroni, e schiacciarli, perché gli altri capiscano, perché gli altri apprendano, perché gli altri possano ridere. Che non è che col ridere che il padrone si fa sbracare,10 che se si ride contro i padroni, il padrone da montagna che è diviene collina, e poi più niente. Tieni! Ti do un bacio che ti farà parlare . CLASSICO Il teatro di narrazione

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Poesia e teatro