La luce del futuro - volume B

TEATRO I generi COME CONTINUA UNIT 1 Creonte rimane irremovibile nel suo proposito di punire la giovane con la morte. A nulla vale l intervento del glio Emone promesso sposo di Antigone che prova a convincere il padre a rivedere le sue posizioni e a liberare la donna. Creonte sente le parole di Emone come un affronto personale, e ri uta di farsi consigliare da un «ragazzino . Decide dunque di giustiziare Antigone e la rinchiude ancora viva in una caverna sotterranea. Poco dopo, Creonte riceve la visita dell indovino cieco Tiresia, venuto per esortarlo a tornare sui suoi passi. Il re lo caccia malamente e l indovino, in risposta, gli predice un imminente sciagura: Creonte avrebbe presto pagato i suoi delitti con il sangue di un suo familiare. Scosso dalla funesta profezia, Creonte cambia idea, e si precipita a seppellire il cadavere di Polinice. Tuttavia, quando giunge alla grotta in cui è reclusa Antigone, è ormai troppo tardi: la giovane si è impiccata, ed Emone, disperato, tenta invano di colpire il padre e poi si tra gge con la spada. A breve distanza, anche la moglie di Creonte si suicida, incapace di sopportare la morte del glio. Lo sventurato re si ritrova così completamente solo, distrutto dal dolore e dal senso di colpa. SPECCHI di CARTA Per dare una giusta sepoltura al fratello, Antigone sfida apertamente il potere, infrangendo la legge con indomita fierezza. Il re, a sua volta, si presenta inflessibile, ostinato a ribadire fino in fondo la sua autorità. In questo vero e proprio scontro fra titani , è quasi automatico prendere le parti di Antigone, la giovane donna pronta a dare la vita per onorare i legami di sangue e le leggi degli dèi. Tuttavia, il terribile conflitto tra Creonte e sua nipote nasconde ragioni più oscure e recondite. L incesto di Edipo che senza saperlo ha ucciso il padre e sposato la madre grava sull esistenza della giovane, e la lega irrimediabilmente a un tragico destino di morte. L opera di Sofocle, accanto al dilemma tra la legge del sangue e quella dello Stato, scoperchia un abisso pieno di domande scomode, spinose: fin dove può stendersi la mano del potere? Da chi o che cosa trae la sua legittimazione? possibile sfuggire ai fatali errori degli avi, alle loro mortifere eredità? Quale rapporto lega le questioni di principio, la politica e i meccanismi che agiscono al fondo della psiche umana? Irene Papas nei panni di Antigone, 1961. 470

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Poesia e teatro