Il ritmo poetico

Le tecniche UNIT 1 Se due vocali consecutive appartengono alla stessa sillaba, formano un dittongo (per esempio schiè-na, uò-vo, zài-no). Al contrario, se le vocali appartengono a due sillabe diverse, si parla di iato (camè-o, paz-zì-a). Lo iato si veri ca principalmente quando nessuna delle due vocali è i o u (e-ò-li-ca, o-le-àn-dro), oppure quando i o u toniche (accentate) sono accostate a o, e, a (fol-lì-a, ab-ba-ì-no). IL RITMO POETICO Le regole metriche non sono soltanto convenzioni teoriche e astratte: la scelta della tipologia dei versi e, soprattutto, la loro concreta realizzazione possono infatti incidere non poco su impressioni e signi cati evocati dalle poesie. La disposizione degli accenti interni al verso cioè le posizioni occupate da tutte le sillabe toniche delle parole che lo compongono genera una particolare sonorità e produce diversi effetti del ritmo, che può essere veloce e incalzante, oppure lento e pacato. In molti casi, tali effetti collaborano con le altre componenti formali (lessico, sintassi, registro, gure retoriche ecc.), veicolando i signi cati dei testi o contribuendo a creare determinate atmosfere, per esempio malinconiche, solenni o festose. Per esempio, il ritmo tende a essere lento quando gli accenti sono distanziati e regolari, come nei due versi che aprono Le ricordanze di Giacomo Leopardi: Vaghe stelle dell Orsa, io non credea tornare ancor per uso a contemplarvi. Viceversa, il ritmo accelera quando gli accenti sono ravvicinati, come nel seguente verso di Clemente Rebora, che descrive l apparizione di lampi nel cielo: con guizzi di lucido giallo A de nire il ritmo è anche la cesura, ovvero la pausa che divide il verso in due parti detti emistichi. Spesso è segnata da un segno di interpunzione e produce un effetto cadenzato e ben scandito, come in questo verso di Alessandro Manzoni: Dagli atrii muscosi, // dai fori cadenti In ne, un altro fattore determinante per il ritmo del testo poetico è il rapporto tra metro e sintassi. Si ha coincidenza metro/sintassi quando una proposizione occupa un verso, in modo che la pausa dell a capo coincida con una pausa della sintassi. Esempio: Io voglio del ver la mia donna laudare ed assembrarli la rosa e lo giglio: più che stella diana splende e pare, e ciò ch è lassù bello a lei somiglio. (Guido Guinizzelli) Si ha un enjambement quando un gruppo sintattico di norma unito (sostantivo e aggettivo, soggetto e predicato, predicato e complemento oggetto e così via) è spezzato, diviso tra la ne di un verso e l inizio di quello successivo, accelerando o rallentando il ritmo poetico. Per esempio: 34

La luce del futuro - volume B
La luce del futuro - volume B
Poesia e teatro