T2 SALVATORE QUASIMODO, Alle fronde dei salici (da Giorno

Salvatore Quasimodo nasce a Modica, in Sicilia, nel 1901. Nel 1919 si trasferisce a Roma, per iscriversi alla facoltà di Agraria, ma presto abbandona l università. Per vivere cambia diversi lavori, sino al 1926, quando viene assunto dal ministero dei Lavori pubblici come geometra. Nel frattempo pubblica le prime raccolte poetiche, Acque e terre (1930) e Oboe sommerso (1932), con le quali si impone all attenzione come uno degli interpreti principali della corrente detta Ermetismo, caratterizzata da una tendenza all oscurità e da uno stile prezioso e allusivo. Nel 1938 lascia l impiego e lavora come giornalista e traduttore (sua un importante versione di Lirici greci). Nel 1941 ottiene la cattedra di Letteratura italiana al Conservatorio di Milano. Antifascista, vive momenti difficili sino alla Liberazione. Nel 1959 riceve il premio Nobel per la letteratura. Muore a Napoli nel 1968. SALVATORE QUASIMODO T2 Alle fronde dei salici TRATTO DA Giorno dopo giorno, 1947 METRO endecasillabi sciolti Audio LETTURA All indomani della Seconda guerra mondiale Quasimodo rievoca gli orrori nei quali l Italia era sprofondata. Di fronte a una tragedia di tali proporzioni, i poeti non possono fare altro che tacere, costretti dall angoscia al silenzio. 5 10 E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, fra i morti abbandonati nelle piazze sull erba dura di ghiaccio, al lamento d agnello dei fanciulli, all urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento. Salvatore Quasimodo, Tutte le poesie, Mondadori, Milano 2011 1. cantare: alzare il nostro canto poetico. 2. con il piede... cuore: Quasimodo allude all occupazione tedesca dell Italia durante la Seconda guerra mondiale. 3. i morti abbandonati nelle piazze: i nazisti lasciavano i cadaveri delle loro vittime esposti come monito a chi intendesse ribellarsi. 4. dura di ghiaccio: indurita dal ghiaccio. al: nonostante, in presenza di. 4-5. lamento d agnello dei fanciulli: il lamento dei bambini somiglia al belato degli agnelli, innocenti vittime di sacrifici cruenti. PAROLA DI Voto La parola voto ha diversi significati. Uno studente, per esempio, penserà immediatamente al voto come valutazione da parte di un insegnante. Una persona religiosa chiama voto la promessa solenne rivolta a Dio o a un santo, in segno di gratitudine o per ottenere qualcosa per sé o per altri. Nell ambito della politica, il voto fa subito venire in mente la preferenza per una lista o un candidato espressa dal cittadino. 8. per voto: il poeta si impegna a non scrivere mentre la guerra imperversa. 9. cetre: antichi strumenti a corde, con i quali il poeta accompagnava i suoi versi. 285

La luce del futuro - volume B
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Poesia e teatro