FOCUS SULL’AUTORE - GIORGIO CAPRONI

FOCUS SULL AUTORE GIORGIO CAPRONI Leggere Caproni è un esperienza suggestiva. Da una parte i suoi versi toccano il cuore: ora ci commuovono, ora ci rallegrano, ora ci sorprendono; ora evocano il falò di una notte d estate fra amici o l allegro scampanellare di una bicicletta che scorre via sul lungomare, ora i ricordi struggenti di persone amate e perdute. Un infinità di colori e di sfumature arricchisce la sua tavolozza sentimentale, insieme a un vivido e umanissimo repertorio di figure e di affetti schietti, ma vibranti. Basta un evento minimo, un esperienza autobiografica, un ricordo fulmineo ed ecco che scaturiscono improvvise folgorazioni, sospese tra il mito e un amara ironia. Dall altra parte, però, le parole di Caproni si rivolgono anche al nostro intelletto ponendoci interrogativi cruciali sul senso della vita e della morte, sul significato degli altri per noi e di noi per gli altri: sempre senza il conforto di risposte sicure e di formule magiche, ma con il disincanto di chi è consapevole di essere lontano da ogni verità definitiva o assoluta. Temi complessi, sui quali Caproni si interroga con profonda semplicità (l ossimoro non è casuale) e senza il compiacimento dell intellettuale che parla e si confronta con pochi eletti. La sua è una poesia densa, ma che non rinuncia mai allo scopo di comunicare grazie alla scorrevolezza dei versi, alla facilità delle parole e alla chiarezza delle situazioni e delle storie raccontate. Da quell abile musicista che era, Caproni si serve di un ritmo incalzante che agevola la comprensione del senso, di una sonorità originale, un po spigolosa e un po pungente, e di una sapiente manipolazione delle parole che porta il lettore a seguire, come incantato dalle note più acute di un violino, ciò che il poeta vuole comunicargli. 1. LA VITA E LE OPERE Da Livorno a Genova 256 Giorgio Caproni nasce a Livorno, nel 1912, da Attilio, ragioniere e violinista dilettante, e Anna Picchi, ricamatrice e sarta: l atmosfera marina della città ritornerà in molte sue poesie. La famiglia si trasferisce, nel 1922, a Genova: qui Caproni lavora come commesso, impiegato e, dopo il diploma magistrale, come maestro elementare, professione scelta a scapito della pur promettente carriera musicale, che lo aveva portato a suonare il violino nell orchestra del Teatro Regio di Torino. Nel 1936 muore la danzata Olga Franzoni, a pochi giorni dalle nozze. La crisi che ne segue viene superata grazie a Rina (Rosa Rettagliata), che Caproni sposa nel 1938. Sono di questi anni le prime raccolte: Come un allegoria (1936) e Ballo a Fontanigorda (1938).

La luce del futuro - volume B
La luce del futuro - volume B
Poesia e teatro