La luce del futuro - volume A

I generi UNIT 10 La narrativa di viaggio IL CLASSICO 85 90 do le caldaie21 del ferry-boat che ardevano rosse e facevano puzzare le nostre gomme. Dean andò a guardarli, saltando su e giù nella calura. Corse intorno al ponte e di sopra con quei suoi pantaloni con le borse che gli scendevano sulla pancia. Tutto a un tratto lo vidi schizzare in coperta.22 Mi aspettavo di vederlo prendere il volo. Sentii la sua pazza risata per tutto il battello: «Ih-ih-ih-ih-ih! . Con lui c era Marylou. In un baleno egli s informò su tutto, tornò con la storia al completo, saltò nella macchina proprio mentre gli altri suonavano il clacson per partire, e scivolammo fuori, sorpassando due o tre macchine in uno spazio ristretto, e ci ritrovammo che saettavamo attraverso Algiers. Jack Kerouac, Sulla strada, trad. di M. Maldini de Cristofaro, Mondadori, Milano 2002 21. attizzando le caldaie: ravvivandone il fuoco. COME CONTINUA 22. coperta: ponte principale della nave. I quattro giungono ad Algiers, il quartiere di New Orleans dove incontrano Galatea Dunkel, moglie di Ed, e Old Bull Lee, travestimento letterario dello scrittore maledetto William S. Burroughs (1914-1997), considerato da Dean e Sal un maestro. Quindi Dean, Marylou e Sal riprendono il viaggio, mentre Ed rimane con la moglie, intenzionato a stabilirsi a New Orleans e a cercare un lavoro. Da lì, il «trio del West riparte puntando verso la California, tra intemperie, piccoli furti e autostoppisti raccattati qua e là dalla strada. Giunti a San Francisco, i rapporti fra i tre si deteriorano e Sal, stufo e insoddisfatto, prende un autobus per tornare a New York. In pochi mesi però sarà di nuovo pronto per una nuova avventura itinerante... SPECCHI di CARTA A leggere Kerouac viene da pensare che, se non hai mai lanciato la tua auto senza meta per le lunghe strade americane, non sai che cosa significa viaggiare. Cresce la voglia di abbandonare questa vita grigia e noiosa per arrivare fino in capo al mondo. Un idea da spiantati? Da perdigiorno? O forse bisognerebbe ridere delle regole e delle convenzioni, odiare la stabilità e pensare che fermarsi sia uguale a morire? Non sarebbe bello essere come i jazzisti di New Orleans, che suonano senza spartito in una continua, magnifica improvvisazione? E ammirare i cieli, il verde, le città, le persone, gli amori, i climi delle diverse stagioni...? Forse è proprio vero per Kerouac lo è sicuramente che chi non si ferma mai cammina in un eterna primavera, rimane giovane, si sposta, come un ape, di fiore in fiore, per la gioia di non vederli mai appassire. Copertina di un edizione di Sulla strada del 1960. 662

La luce del futuro - volume A
La luce del futuro - volume A
Narrativa