La luce del futuro - volume A

Focus sull autrice | MORANTE 30 35 40 45 50 55 60 65 Sebbene io fossi il primo della classe, e non lui, mi empivo8 di fierezza quand egli mi chiamava col mio nome di battesimo Augusto, invece di chiamarmi col cognome, come faceva con gli altri scolari. Un giorno (il compagno era stato invitato alla cattedra per essere interrogato), alcuni di noi si accorsero subito che il suo viso era diverso. C era nei suoi occhi una specie di spavento furtivo. Pareva uno, io pensai con pietà, che nell uscire ha lasciato a casa un ospite feroce il quale, nella sua assenza, può infuriare9 sulle cose amate. Alla prima domanda del professore, fissò sulla cattedra quegli occhi stupefatti; poi scoppiò in uno strano pianto. Strano perché non liberatore e spontaneo, come quello degli altri fanciulli dell età sua; ma faticoso, amaro come quello degli adulti il cui dolore è impietrito e senza scampo. A vederlo piangere così, la testa ripiegata tra le braccia e agitata da sussulti, ci vinceva lo stesso angoscioso disagio che si prova a veder piangere un uomo. La mattina dopo, sapemmo la causa di tutto questo: il compagno infatti non venne a scuola perché sua madre, malata da qualche giorno, era morta quella notte. Sapemmo pure che sua madre era proprio quella popolana che soleva aspettarlo all uscita; certo lui si vergognava della sua povertà, e per questo aveva finto ch ella fosse la sua serva. Tale spregevole commedia eccitò il nostro disprezzo contro il compagno; ma, poiché lui cessò di frequentare la scuola, gli altri scolari non poterono vendicarsi. La vendetta fu riservata a me. Il compagno, già da prima orfano di padre, non avendo altri parenti, fu raccolto per carità da uno zio bottegaio che lo mise in bottega come garzone.10 Non erano passati molti mesi da che aveva lasciato la scuola quando io, entrato per caso in quella bottega, lo ritrovai. Uscivo appunto dalla lezione e avevo i miei libri sotto il braccio. Egli portava un abitino troppo stretto PAROLA DI Spregevole Pregiare e il suo e troppo corto; e sulle spalle piutcontrario spregiare sono verbi oggi poco usati, che troviamo tosto esili il suo viso infantile era nelle pagine della letteratura italiana più o meno così bello che, mio malgrado, mi antica. Da essi derivano parole che però in italiano usiamo con frequenza, come pregiato venne fatto di chiamarlo fra me (di ottima qualità, prezioso) o pregevole (riferito come prima: Arcangelo. Guardana cose di pregio, o a persone degne di essere apprezzate). La parola spregevole è riferita domi, ebbe il sorrisetto sforzato soprattutto a chi ha scarse qualità morali, è quindi abietto o meschino, e a ciò che merita di un fanciullo percosso che, per disprezzo: un uomo crudele e spregevole; un non darvi soddisfazione, fa finta comportamento spregevole. In tono scherzoso, quando si dice che di nulla. Ma vedendomi freddo qualcosa non è spregevole, si vuole mostrare e silenzioso al di qua del banco, una tiepida soddisfazione verso qualcosa: ho assaggiato quel vino, non è per niente forse indovinò lo sdegno che io, spregevole. come tutti gli altri ragazzi, senti- 8. mi empivo: mi colmavo, mi riempivo. 9. infuriare: infierire, scatenarsi rabbiosa mente. 10. garzone: ragazzo tuttofare, addetto ai la vori più umili. 649

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Narrativa