La luce del futuro - volume A

I generi UNIT 8 La narrativa d introspezione GUIDA ALLA LETTURA Il flusso dei pensieri Tra i quaranta e cinquant anni Berto attraversò una profonda crisi esistenziale: anche la scrittura era diventata un tormento. A sbloccarlo dinanzi al foglio bianco furono le sedute di psicanalisi. Il terapista gli consigliò di lasciar perdere i vecchi lavori, in stallo da troppo tempo, e concentrarsi sulla propria malattia: da qui nasce il romanzo autobiografico Il male oscuro. Berto descrive con calma e distacco il proprio male. Il suo obiettivo non è suscitare commozione, ma ricostruire i processi mentali nei quali è andato perdendosi, e fare emergere i traumi infantili che potrebbero avere determinato la crisi. Scrive dunque in prima persona, seguendo il flusso dei pensieri e abbandonandosi a continue divagazioni. Passa con disinvoltura dal passato al presente, dal punto di vista dell adulto che ragiona e soffre a quello del bambino che fu tanti anni prima. Tutto ciò comunque non va a discapito della chiarezza, perché la sintassi semplice e il lessico colloquiale inducono a lasciarsi trascinare dalla corrente di una narrazione che prosegue senza interruzioni. Rari sono infatti punti fermi e a capo, mentre Berto rinuncia del tutto alle virgolette, anche quando riporta parole altrui (r. 59). Baffi e lozioni Come si legge in apertura del romanzo, Il male oscuro è innanzitutto la «storia della mia lunga lotta col padre , con il quale l autore non era riuscito a costruire un legame pacifico. Egli prova allora a cogliere sul nascere il contrasto, riandando ai giorni dell infanzia, per neutralizzare i propri demoni interiori e il senso di colpa che lo attanaglia. Il genitore è un uomo lontano, incomprensibile, odiato e ammirato insieme: il narratore non ne ricorda il volto, ma solo i baffi. L amore verso la madre è invece incondizionato, e si esprime attraverso un iperbole: nessuna al mondo era più bella della mamma neanche la regina (rr. 14-15). Per lei il Berto bambino sarebbe stato disposto ad ammazzare la zia e le signore che ne mettevano in dubbio la bellezza. La bottega perduta Il negozio di cappelli gestito dai genitori, sotto i portici del paese natio, gli appare nel ricordo come un luogo rassicurante. Accanto si trovava la pasticceria bar Venezia, definita con un altra iperbole: la più bella bottega del paese e forse del mondo intero (rr. 71-72). Eppure anche questo luogo fatato ravviva la memoria incancellabile di un trauma, ovvero l episodio in cui la madre gli somministrò l olio di ricino, e poi lo sculacciò pesantemente avendo scambiato un malessere per un capriccio (rr. 87-88). E ancora, affiorano alla mente frasi del padre che umiliavano la sua passione per i dolci (r. 93). Pur di compiacerlo, quando gli capitava di andare al bar rinunciava all ordinazione, perché mio padre mi volesse più bene se dicevo niente (rr. 103-104). Aneddoti minimi, che compongono però l immagine di un infanzia difficile. LABORATORIO SUL TESTO COMPRENDERE 1. Padre e figlio. Quale caratteristica del padre desta ammirazione nel bambino? 2. Leccornie non assaporate. Perché il bambino non chiede di poter mangiare i dolci della pasticceria? PARLARE E SCRIVERE BENE 5. La punteggiatura. Riscrivi il passo che va da io non volevo assolutamente avere male alla pancia (rr. 76-77) a olio di ricino (r. 91) inserendo almeno due punti fermi, e due tra punto e virgola e due punti. 3. Lo stato d animo del protagonista. Perché il bambino, dopo essere stato sculacciato dalla madre, percepisce un senso di confusione e ingiustizia? ANALIZZARE E INTERPRETARE 4. Registri stilistici. Lo stile di Berto riproduce molte forme tipiche del parlato colloquiale e familiare. Individuane alcune. 584 SCRIVERE PER 6. RACCONTARE UN EPISODIO DELLA PROPRIA VITA Immagina che uno psicologo dia anche a te il consiglio di rievocare un episodio della tua infanzia: scrivilo al presente e in prima persona.

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Narrativa