T8 Una buona giornata (da Se questo è un uomo)

I generi UNIT 7 La narrativa storica Una buona giornata T8 TRATTO DA Se questo è un uomo, 1947 memorialistica Audio LETTURA Per i deportati che sono scampati al terribile inverno polacco finalmente arriva, a lungo attesa, la bella stagione. Si allenta così, da una parte, la morsa del gelo, ma non scompare quella, feroce, della fame. Il passo, tratto dal settimo capitolo dell opera, racconta una giornata fuori dal comune nel campo di Monowitz. 5 10 15 20 25 La persuasione che la vita ha uno scopo è radicata in ogni fibra di uomo, è una proprietà della sostanza umana. Gli uomini liberi dànno a questo scopo molti nomi, e sulla sua natura molto pensano e discutono: ma per noi la questione è più semplice. Oggi e qui, il nostro scopo è di arrivare a primavera. Di altro, ora, non ci curiamo. Dietro a questa meta non c è, ora, altra meta. Al mattino, quando, in fila in piazza dell Appello,1 aspettiamo senza fine l ora di partire per il lavoro, e ogni soffio di vento penetra sotto le vesti e corre in brividi violenti per i nostri corpi indifesi, e tutto è grigio intorno, e noi siamo grigi; al mattino, quando è ancor buio, tutti scrutiamo il cielo a oriente a spiare i primi indizi della stagione mite, e il levare del sole viene ogni giorno commentato: oggi un po prima di ieri; oggi un po più caldo di ieri; fra due mesi, fra un mese, il freddo ci darà tregua, e avremo un nemico in meno. Oggi per la prima volta il sole è sorto vivo e nitido fuori dall orizzonte di fango. un sole polacco freddo bianco e lontano, e non riscalda che l epidermide,2 ma quando si è sciolto dalle ultime brume3 un mormorio è corso sulla nostra moltitudine senza colore, e quando io pure ho sentito il tepore attraverso i panni, ho compreso come si possa adorare il sole. «Das Schlimmste ist vor ber , dice Ziegler4 tenendo al sole le spalle aguzze: il peggio è passato.5 Accanto a noi è un gruppo di greci, di questi ammirevoli e terribili ebrei Saloniki6 tenaci, ladri, saggi, feroci e solidali,7 così determinati a vivere e così spietati avversari nella lotta per la vita; di quei greci che hanno prevalso, nelle cucine e in cantiere, e che perfino i tedeschi rispettano e i polacchi temono. Sono al loro terzo anno di campo, e nessuno sa meglio di loro cosa è il campo; ora stanno stretti in cerchio, spalla a spalla, e cantano una delle loro interminabili cantilene. Felicio il greco mi conosce: «L année prochaine à la maison! , mi grida; ed 1. piazza dell Appello: uno spazio molto ampio al centro del lager, dove i deportati vengono radunati e contati al mattino e alla sera. 2. epidermide: lo strato superficiale della pelle. 560 3. brume: nebbie, foschie. 4. Ziegler: nome di un deportato tedesco. 5. il peggio è passato: è la traduzione della frase tedesca pronunciata da Ziegler. 6. ebrei Saloniki: un gruppo di deportati dal- la città greca di Salonicco. Il narratore li ha già in precedenza nominati come abili, astuti e, dunque, pericolosi. 7. solidali: ovviamente, solo tra di loro.

La luce del futuro - volume A
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Narrativa