La luce del futuro - volume A

Focus sull autore | LEVI 60 65 70 75 spenzolato22 in avanti e le braccia rigide. In capo avevano un buffo berrettino, ed erano vestiti di una lunga palandrana23 a righe, che anche di notte e di lontano si indovinava sudicia e stracciata. Descrissero un ampio cerchio attorno a noi, in modo da non avvicinarci, e, in silenzio, si diedero ad armeggiare24 coi nostri bagagli, e a salire e scendere dai vagoni vuoti. Noi ci guardavamo senza parola. Tutto era incomprensibile e folle, ma una cosa avevamo capito. Questa era la metamorfosi che ci attendeva. Domani anche noi saremmo diventati così. Senza sapere come, mi trovai coricato su di un autocarro con una trentina di altri; l autocarro partì nella notte a tutta velocità; era coperto e non si poteva vedere fuori, ma dalle scosse si capiva che la strada aveva molte curve e cunette.25 Eravamo senza scorta? buttarsi giù? Troppo tardi, troppo tardi, andiamo tutti giù . D altronde, ci siamo presto accorti che non siamo senza scorta: è una strana scorta. un soldato tedesco, irto26 d armi: non lo vediamo perché è buio fitto, ma ne sentiamo il contatto duro ogni volta che uno scossone del veicolo ci getta tutti in mucchio a destra o a sinistra. Accende una pila tascabile, e invece di gridare «Guai a voi, anime prave 27 ci domanda cortesemente ad uno ad uno, in tedesco e in lingua franca,28 se abbiamo danaro od orologi da cedergli: tanto dopo non ci servono più. Non è un comando, non è regolamento questo: si vede bene che è una piccola iniziativa privata del nostro caronte. La cosa suscita in noi collera e riso e uno strano sollievo. Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino 1986 22. spenzolato: oscillante, penzolante. 23. palandrana: veste lunga e ampia. 24. armeggiare: rovistare, frugare. 25. cunette: avvallamenti. 26. irto: coperto di oggetti pungenti. 27. Guai a voi, anime prave: nella Divina Commedia di Dante Alighieri il demonio Caronte, che traghetta le anime dei dannati oltre il fiume che circonda l Inferno, dice queste parole agli spiriti dei morti. Il significato è: Guai a voi, anime malvagie . Primo Levi ci fa capire, attraverso la citazione, che anche lui, come i dannati di Dante, sta per entrare, con i suoi compagni, in un inferno. 28. lingua franca: nei campi di concentramento si trovano persone di diverse lingue e nazionalità. La comunicazione avviene o in tedesco o in una lingua cosiddetta franca , cioè libera , formata da strutture molto elementari e da vocaboli di diverse lingue, in modo da poter essere utilizzata come mezzo di comunicazione tra parlanti lingue diverse. SPECCHI di CARTA Nessuno ha mai visto qualcosa di simile: è dunque difficile, al momento dell arrivo dei deportati, capire quello che sta succedendo. Per questo il narratore è sconcertato: benché lo spavento sia naturalmente molto grande, la paura non prende il sopravvento su di lui. Anche se tutto è incomprensibile e folle (r. 63), le sue percezioni sono vive, e il suo linguaggio è chiaro nonostante la notte e l orrore che lo circondano. Che cosa sta accadendo nell oscurità che confonde, squarciata dai riflettori che abbagliano? E nel sinistro silenzio, rotto solo dai latrati (r. 2) incomprensibili degli aguzzini? Con metodica precisione si svolgono le procedure di smistamento, atroci nella loro fredda organizzazione: oggi che tutto è finito, chi ha vissuto quella notte sa che, in quell istante, è stato scelto chi poteva lavorare, e quindi vivere, e chi doveva morire, i deboli, le donne, i vecchi, i bambini. Ora che sa, il narratore racconta che quella notte per più di cinquecento persone scese dal treno con lui non è mai terminata. E noi lettori, adesso che leggiamo, anche noi, ora, impariamo a conoscere la brutalità di quell inferno. 551

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Narrativa