La luce del futuro - volume A

55 60 65 70 75 80 15. elleni: greci. 16. sudicerie: sconcezze, porcherie. 17. rigattiere: compratore e rivenditore di oggetti usati. 18. Dacia: provincia romana corrispondente ai territori odierni della Romania, di parte della Bulgaria e dell Ungheria. 19. Giulio Basso: uno dei principali consiglieri militari di Traiano. 20. sarmate: della Sarmazia, nome romano della regione a Nord del Mar Nero, quindi al di fuori dei confini imperiali. 21. esequie: cerimonia funebre. 22. oscuro: inglorioso. 23. Mauretania: antica regione dell Africa settentrionale. Corrisponde all odierno Marocco e a parte dell Algeria. 24. Lusio Quieto: generale di Traiano. Adriano lo considerò colpevole di aver congiurato contro di lui. 25. fomentavano: istigavano, promuovevano. 511 IL 50 strare ai Greci che non sempre erano i più saggi, ai Giudei che non erano affatto i più puri. Le canzoni satiriche con le quali quegli elleni15 di bassa lega tormentavano gli avversari erano stupide né più né meno come le grottesche imprecazioni degli Ebrei. Quelle razze che vivevano porta a porta da secoli non avevano avuto mai né il desiderio di conoscersi, né la dignità di sopportarsi a vicenda. I difensori che, stremati, a tarda ora abbandonavano il campo, all alba mi ritrovavano al mio banco, ancora intento a districare il groviglio di sudicerie16 delle false testimonianze; i cadaveri pugnalati che mi venivano offerti come prove a carico, erano spesso quelli di malati morti nei loro letti e sottratti agli imbalsamatori. Ma ogni ora di tregua era una vittoria, anche se precaria come tutte; ogni dissidio sanato creava un precedente, un pegno per l avvenire. M importava assai poco che l accordo ottenuto fosse esteriore, imposto, probabilmente temporaneo; sapevo che il bene e il male sono una questione d abitudine, che il temporaneo si prolunga, che le cose esterne penetrano all interno, e che la maschera, a lungo andare, diventa il volto. Dato che l odio, la malafede, il delirio hanno effetti durevoli non vedevo perché non ne avrebbero avuti anche la franchezza, la giustizia, la benevolenza. A che valeva l ordine alle frontiere se non riuscivo a convincere quel rigattiere17 ebreo e quel macellaio greco a vivere l uno a fianco dell altro tranquillamente? La pace era il mio traguardo, ma non il mio idolo; e persino la parola ideale mi spiace perché troppo lontana dal reale. Avevo pensato di spingere sino all estremo il mio rifiuto delle conquiste, abbandonando la Dacia,18 e l avrei fatto se avessi potuto capovolgere bruscamente la politica del mio predecessore senza turbamenti; ma era meglio fare il miglior uso possibile di quei profitti anteriori al mio regno e già entrati nella storia. Il bravissimo Giulio Basso,19 primo governatore di quella provincia recentemente organizzata, era molto sfibrato, e anch io ero stato sul punto di soccombere durante l anno trascorso alle frontiere sarmate,20 sopraffatto da quell impresa senza gloria che consiste nel pacificare instancabilmente un paese che si crede sottomesso. Gli ordinai, a Roma, esequie21 trionfali, quali si usano soltanto per gli imperatori; questo omaggio a un subalterno fedele, morto d un sacrificio oscuro,22 fu la mia ultima e discreta protesta contro la politica di conquiste: non serviva più che la denunciassi clamorosamente, dal momento che ero padrone di farla cessare di punto in bianco. Purtroppo, s imponeva una repressione militare in Mauretania,23 dove gli agenti di Lusio Quieto24 fomentavano25 disordini; la mia presenza non era, CLASSICO A quei tempi

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Narrativa