La luce del futuro - volume A

I generi UNIT 5 La narrativa sociale IL CLASSICO 155 160 165 170 175 180 185 190 «Così si fa , brontolava Malpelo; «gli arnesi che non servono più, si buttano lontano . Egli andava a visitare il carcame del grigio in fondo al burrone, e vi conduceva a forza anche Ranocchio, il quale non avrebbe voluto andarci; e Malpelo gli diceva che a questo mondo bisogna avvezzarsi a vedere in faccia ogni cosa, bella o brutta; e stava a considerare con l avida curiosità di un monellaccio i cani che accorrevano da tutte le fattorie dei dintorni a disputarsi le carni del grigio. I cani scappavano guaendo, come comparivano i ragazzi, e si aggiravano ustolando sui greppi dirimpetto,46 ma il Rosso non lasciava che Ranocchio li scacciasse a sassate. «Vedi quella cagna nera , gli diceva, «che non ha paura delle tue sassate? Non ha paura perché ha più fame degli altri. Gliele vedi quelle costole al grigio? Adesso non soffre più . L asino grigio se ne stava tranquillo, colle quattro zampe distese, e lasciava che i cani si divertissero a vuotargli le occhiaie profonde, e a spolpargli le ossa bianche; i denti che gli laceravano le viscere non lo avrebbero fatto piegare di un pelo, come quando gli accarezzavano la schiena a badilate, per mettergli in corpo un po di vigore nel salire la ripida viuzza. «Ecco come vanno le cose! Anche il grigio ha avuto dei colpi di zappa e delle guidalesche;47 anch esso quando piegava sotto il peso, o gli mancava il fiato per andare innanzi, aveva di quelle occhiate, mentre lo battevano, che sembrava dicesse: Non più! non più! . Ma ora gli occhi se li mangiano i cani, ed esso se ne ride dei colpi e delle guidalesche, con quella bocca spolpata e tutta denti. Ma se non fosse mai nato sarebbe stato meglio . La sciara si stendeva malinconica e deserta, fin dove giungeva la vista, e saliva e scendeva in picchi e burroni, nera e rugosa, senza un grillo che vi trillasse, o un uccello che venisse a cantarci. Non si udiva nulla, nemmeno i colpi di piccone di coloro che lavoravano sotterra. E ogni volta Malpelo ripeteva che la terra lì sotto era tutta vuota dalle gallerie, per ogni dove, verso il monte e verso la valle; tanto che una volta un minatore c era entrato da giovane, e n era uscito coi capelli bianchi, e un altro, cui s era spenta la candela, aveva invano gridato aiuto per anni ed anni. «Egli solo ode le sue stesse grida! , diceva, e a quell idea, sebbene avesse il cuore più duro della sciara, trasaliva. «Il padrone mi manda spesso lontano, dove gli altri hanno paura d andare. Ma io sono Malpelo, e se non torno più, nessuno mi cercherà . Pure, durante le belle notti d estate, le stelle splendevano lucenti anche sulla sciara, e la campagna circostante era nera anch essa, come la lava, ma Malpelo, stanco della lunga giornata di lavoro, si sdraiava sul sacco, col viso verso il cielo, a godersi quella quiete e quella luminaria dell alto;48 perciò odia- 46. ustolando sui greppi dirimpetto: mugolando affamati sui fianchi delle colline antistanti. 418 47. guidalesche: piaghe dovute all attrito dei finimenti. 48. luminaria dell alto: luci del cielo.

La luce del futuro - volume A
La luce del futuro - volume A
Narrativa