Se ti è piaciuto - Il mondo del precariato

Il mondo del precariato La schiavitù del lavoro precario. Il tema, trattato spesso dai romanzi dell ultimo quindicennio, ricorre anche al cinema, con sguardi e approcci diversi. In molti ne hanno tratto lo spunto per suggerire letture agrodolci del problema, insistendo con amara comicità sull arte di arrangiarsi. Così accade in Smetto quando voglio (2014), di Sidney Sibilia (nel 2017 sono usciti i sequel, Masterclass e Ad honorem), storia di un gruppo di ricercatori universitari che si ribellano a un instabilità cronica riciclandosi in scalcinati criminali. Più legato alla tradizione è invece il film di Gianni Amelio L intrepido (2013), nel quale un generoso Antonio Albanese reagisce alle difficoltà con il sorriso sulle labbra. Ogni giorno si reinventa in un mestiere, rimpiazzando qualcuno che deve assentarsi dal lavoro. Ma la malasorte resta in agguato, e tenta in ogni modo di affondare il suo incrollabile ottimismo. Particolare della locandina del film Smetto quando voglio (2014) . Il chiodo fisso è la necessità come si dice di situarsi , di trovare una posizione il più possibile salda mentre contratti e prospettive inchiodano i lavoratori a una perenne incertezza, come sanno bene i corrieri freelance di Sorry, we missed you (2019) di Ken Loach. Un esperienza provata anche da Marianne, interpretata da Juliette Binoche, protagonista di Tra due mondi (2021), un film diretto da Emmanuel Carrère: scrittrice affermata, deve pubblicare un libro su salari e precarietà e decide per questo di lasciare per un po i panni borghesi e immergersi nella dura realtà del lavoro. Si trasferisce nella zona portuale della città di Caen, in Francia, e trova un impiego come donna delle pulizie su un traghetto che solca ogni giorno le acque della Manica. Solo chi vive davvero la precarietà può raccontarla. Antonio Albanese in L intrepido (2013). 397

La luce del futuro - volume A
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Narrativa