La luce del futuro - volume A

Percorsi di educazione civica 60 65 70 75 80 85 90 AGENDA 2030 se necessario l isolamento dei malati per limitare il diffondersi dell epidemia. Nacquero, così, i cosiddetti ospedali degli incurabili , dove i malati dovevano obbligatoriamente venir confinati. Allo stesso modo, la nuova malattia fu accompagnata dallo stigma6 sociale. Chi si ammalava, infatti, aveva compiuto, con ogni probabilità, atti impuri , sicché veniva isolato e abbandonato dalle proprie stesse famiglie. Lo stigma sociale si diffuse non solo a livello individuale, ma anche fra popoli diversi. Gli italiani chiamarono la sifilide mal francese , sostenendo, con ciò, che fosse stata portata in Italia dai transalpini. I francesi, a loro volta, rifiutarono questa attribuzione ignominiosa7 e la chiamarono mal di Napoli . Allo stesso modo, i cristiani la definirono mal orientale ; gli asiatici male dei Portoghesi ; i portoghesi male spagnolo . un atteggiamento, questo, che in qualche modo riecheggia nelle cronache attuali, dato che ogni Stato sembra guardare ai propri vicini come fonte del contagio. Infine la sifilide fu caratterizzata, in misura forse maggiore rispetto alla peste, dalla ricerca di una cura medica. Mercurio e legno di guaiaco8 furono le prime cure sperimentate, ma senza particolare successo. Anzi, il mercurio era tossico. La cura definitiva fu la penicillina,9 scoperta da Alexander Fleming10 nel 1928 e prodotta su scala industriale a partire dagli anni Quaranta. Il vaiolo Per concludere può essere interessante citare le epidemie di vaiolo. Come la peste, anche il vaiolo è una malattia che, in occidente, ha origini molto antiche. Il primo paziente diagnosticato a posteriori è il faraone Ramses V, morto intorno al 1140 a.C., sulla mummia del quale è stato possibile individuare i segni di questa malattia. Il vaiolo fu particolarmente presente nel XVIII secolo: solo a Londra causava la morte di circa 3000 persone l anno e 40 000 in tutta l Inghilterra. Anche in questo caso la malattia era caratterizzata da un forte stigma sociale, soprattutto per quanto riguarda la popolazione femminile. Chi guariva, infatti, spesso rimaneva sfigurato nel volto a causa delle cicatrici lasciate dalle pustole caratteristiche dell infezione. A differenza della peste e della sifilide, la gestione del vaiolo fu caratterizzata dal contatto con gli ammalati, piuttosto che dall isolamento. Visto che si era osservato che chi guariva dalla malattia ne risultava immune, si pensò che un breve contatto con gli infettati potesse risultare protettivo. Così, in Italia s introdusse la pratica di comprare il vaiolo : i giovani visitavano un ammalato lieve di questa malattia, lo toccavano e lasciavano in cambio una moneta, nella speranza di contrarre una leggera infezione che poi li proteggesse per il resto della vita. 6. stigma: marchio negativo. 7. ignominiosa: disonorevole. 8. guaiaco: albero sempreverde originario 352 dell America centrale. Se ne ricavano resine e decotti dalle potenti proprietà terapeutiche. 9. penicillina: antibiotico elaborato a partire da un fungo. 10. Alexander Fleming: medico e biologo inglese (1881-1955).

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Narrativa