La luce del futuro - volume A

Brividi e misteri 135 140 145 150 155 160 165 170 svegliarmi. La caduta delle altre pareti aveva compresso la vittima della mia crudeltà dentro l intonaco ancora fresco, la cui calce con le fiamme e l ammoniaca della carcassa,11 aveva poi composto l immagine come la vedevo. Sebbene io spiegassi così alla ragione, se non completamente alla coscienza, l evento che ho illustrato, esso non mancò di impressionare profondamente la mia fantasia. Per mesi non riuscii a liberarmi del fantasma del gatto e durante tale periodo affiorò nel mio animo un mezzo sentimento che sembrava ma non era rimorso. Arrivai a dolermi a tal punto della perdita dell animale da mettermi a cercare, nei ritrovi malfamati che ora frequentavo abitualmente, un altra bestiola della stessa specie ed in qualche modo simile all aspetto, in grado di prendere il posto. Una notte, mentre giacevo in una taverna più che malfamata, mezzo intontito, la mia attenzione fu attratta all improvviso da qualcosa di nero che riposava sulla sommità di una delle enormi botti di gin e di rum,12 che costituivano l arredamento principale del locale. Stavo guardando da molto tempo e, con mia sorpresa, non riuscivo a capire di che cosa si trattasse. Mi avvicinai a toccarlo con la mano. Si trattava di un gattone nero, della stessa taglia di Plutone, somigliante a lui sotto ogni aspetto, ad eccezione di uno. Plutone non aveva un solo pelo bianco in tutto il mantello, mentre questo gatto aveva una macchia bianca di contorno indefinito che gli copriva quasi interamente il petto. Appena lo ebbi toccato, si alzò immediatamente, fece le fusa, si strofinò alla mia mano, felice del mio interessamento. Era proprio la creatura che stavo cercando, quindi proposi al padrone del locale di comprarlo: ma questi non ne rivendicò il possesso non lo conosceva affatto non l aveva mai visto prima. Continuai ad accarezzarlo e quando mi apprestai a tornare a casa, l animale mostrò l intenzione di accompagnarmi, glielo permisi ed ogni tanto lungo la via mi mettevo ad accarezzarlo. Quando giunse a casa si trovò subito a suo agio e divenne immediatamente il beniamino di mia moglie. Da parte mia, invece, sentii subito sorgere dentro di me una cupa antipatia per l animale. Era proprio il contrario di quello che avevo previsto, ma non so come e perché la sua evidente predilezione per me, mi procurava piuttosto fastidio e disgusto. Poi, piano piano, l avversione ed il fastidio sfociarono nell amarezza dell odio. Evitavo l animale, ma un certo senso di vergogna e il ricordo del mio precedente atto di crudeltà, mi impedivano di maltrattarlo. Per molte settimane non lo picchiai né gli usai altre forme di violenza ma, gradualmente, arrivai a guardarlo con insopprimibile ripugnanza13 e a sfuggire la sua odiosa presenza come la peste. Quello che, senza dubbio, aumentò il mio odio per la bestia, fu la scoperta, fatta il mattino dopo il suo arrivo in casa, che anche lui era privo di un occhio come Plutone. Questa circostanza lo rese, invece, più caro a mia moglie, che, 11. l ammoniaca della carcassa: il gas prodotto dalla decomposizione del cadavere. 12. rum: liquore ricavato dalla distillazione di melassa e canna da zucchero. 13. insopprimibile ripugnanza: invincibile disgusto. 297

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Narrativa