La luce del futuro - volume A

Spettri, draghi e alieni 15 20 25 30 35 40 45 50 mi sarebbe piaciuto affittare una di quelle case per l estate successiva. L assenza di esseri umani, per quanto rendesse improbabile qualsiasi trattativa, prospettava una meravigliosa solitudine, sicché giunto al termine del paese tornai indietro deciso a trovare qualcuno. Dove ne avevo la possibilità mi issavo fino a sbirciare oltre la sommità dei muri: piccolissimi orti completamente invasi da rampicanti spinosi esibivano, fra le erbacce, tinozze di stagno, cocci di vaso, bottiglie vuote, sedie di ferro arrugginite. Ero appunto aggrappato a un muraglione quando sentii un fruscio alla mia destra: mi lasciai scivolare a terra e trovai al mio fianco un uomo magrissimo vestito di scuro. I suoi occhi erano chiari, e poteva avere cinquanta come settant anni: aveva tutto dell anziano, ma i capelli erano ancora scuri, e non erano tinti. Mi salutò cortesemente, e mi disse che quella era casa sua. Prima ancora che io potessi elaborare il mio imbarazzo mi invitò a entrare, scusandosi addirittura se per farmi strada mi precedeva. Feci per seguirlo verso la porta di casa, ma in un attimo era già passato per il portoncino dell orto. Questo portoncino non aveva serratura esterna, essendo chiuso internamente da un chiavistello; l irregolarità delle pietre e la consunzione della tavola di legno lasciavano un sottile spiraglio, così come la vetustà6 del chiavistello concedeva un po di gioco: non al punto, tuttavia, da permettere il passaggio di una persona, cosa che invece quell uomo doveva aver fatto, scivolando all interno come cosa liquida. Un istante dopo sentii levare il chiavistello, e il portoncino si aprì. Invitato a entrare, mi trovai in una stanza che aveva l odore dei porti e dei cantieri marini. I vetri dell unica finestra erano incrinati o sostituiti da tavole di compensato; per terra scaglie di intonaco, pezzi di corda e di filo elettrico, due o tre stracci, una gran quantità di vaglia postali;7 alle pareti uno scaffale colmo di barattoli di latta, una cornice vuota, un vecchio orario della corriera, un azulejo8 formato da quattro piastrelle; gli unici mobili erano una polPAROLA DI Consunzione trona sfondata, due cassette da frutta, Per quanto possiamo apparire stanchi, non è e un tavolinetto rotondo su cui erano certo il massimo sentirci dire che abbiamo il viso consunto. C è in questo posati un portacenere, un coltellino, aggettivo il senso di qualcosa che una scatola di fiammiferi, una tazza. è consumato e logoro al punto quasi di essere irriconoscibile: un vestito Dopo avermi fatto accomodare sopra che abbiamo indossato troppe volte o una cassetta di legno l uomo scompari gradini di una casa calpestati da milioni di scarpe. In più, nella consunzione ve dietro una tendina: sentii scorrere che altera lo stato delle persone e delle dell acqua da un rubinetto, poi un rucose affiora un che di patologico e di decadente: può essere lenta quando more di stoviglie e di posate, uno strovogliamo, ma ci inchioda come ogni processo reso inesorabile dal tempo. picciamento di tela cerata; dopo qualche minuto riapparve porgendomi un 6. vetustà: antichità, la qualità di essere molto vecchio. 7. vaglia postali: documenti da presentare all ufficio postale per ricevere una somma di denaro spedita da qualcuno al destinatario. 8. azulejo: decorazione tipica dell architettura portoghese e spagnola, di ceramica smaltata. 219

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Narrativa