La luce del futuro - volume A

I generi UNIT 1 La fiaba e la favola 20 25 «Il rosso lo hanno adoperato per tingere i pesci ai Giardini . «Col giallo sapete che ci fanno? Allungano l olio d oliva . Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all incrocio a districare il traffico. Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente. Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare: «Poveretti! Io avevo dato il segnale di via libera per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio . Gianni Rodari, Favole al telefono, Einaudi, Torino 1962 SPECCHI di CARTA Come reagiremmo a un cambiamento improvviso e insensato, magari riguardante oggetti o meccanismi che fanno scorrere dritta nei suoi binari la vita di ogni giorno? Se un semaforo di solito non cambia colore, non è detto che non possa farlo. E invece l abitudine ci rende pigri e incapaci di adattarci a ciò che è diverso e inaspettato; chi, al contrario, ha una mente libera, aperta al cambiamento, avrà sempre una marcia in più e saprà affrontare l assurdo, che scompiglia talvolta l ordine logico delle cose, senza rimanere scioccato ma, persino, divertendosi. Forse insinua Rodari la maggior parte di noi è ammalata di realtà: perché rinunciare a credere che un altro mondo è possibile? GUIDA ALLA LETTURA 194 Il semaforo contro-corrente Nel pieno centro di Milano, un semaforo impazzisce mandando il traffico in tilt. Non vedendo più i consueti colori, la gente non sa più come reagire. Prima dell intervento risolutivo dei vigili, lo strano segnale luminoso coglie infatti alla sprovvista pedoni e guidatori, gettati all improvviso in uno stato confusionale, tra colpi di clacson, gesti di nervosa aggressività, grossolane vanterie (Lei non sa chi sono io!, r. 15). Solo gli uomini di spirito affrontano il disordine senza perdere il controllo, proponendo interpretazioni sconclusionate e creative. Un consiglio all umanità Come tutte le favole di Rodari, anche questa parrebbe un innocente e spensierata manifestazione di infantile creatività. Una lettura superficiale può cogliervi la denuncia dei rischi insiti tra le pieghe quotidiane dell esistenza moderna nella città, oggetto quest ultima e da sempre delle invettive dei grandi moralisti: contrapposta alla sana e naturale campagna, la città è molto spesso simbolo di inautenticità e di alienazione. Ma qui l intento pedagogico dell autore va ben oltre l amara riflessione sulla pericolosità del traffico o sullo stress provocato dalla caotica vita urbana. L evento scatenante del semaforo blu allude piuttosto a un radicale e improvviso sovvertimento delle nostre idee sulla realtà: l ovvio cede il posto al diverso, che irrompe gettando scompiglio nelle certezze di tutti. Secondo il buon senso comune, il semaforo incarna la ciclica ripetitività della routine, la precisione rassicurante con cui pretendiamo di controllare cose e azioni, regolandone il flusso: il fatto che sia proprio un apparecchio puntuale e affidabile a comportarsi in modo imprevedibile risulta ancora più spiazzante. Per questo è proprio il lato più sorprendente e irrazionale della vita a suggerire la difficile via per la felicità. Come rivela il semaforo stesso nel soliloquio pronunciato prima di essere spento, la sua luce blu indica in realtà un sentiero creato dall immaginazione, un alternativa poetica alla prosa del mondo, un invito a non provare timore per ciò che esula dagli

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Narrativa