La luce del futuro - volume A

C era una volta... 55 60 65 70 75 80 85 90 Il principe voleva salire da lei e cercò una porta, ma non ne trovò. Tornò a casa, ma quel canto tanto lo aveva commosso che ogni giorno andava ad ascoltarlo nel bosco. Una volta, mentre se ne stava dietro un albero, vide avvicinarsi la maga e l udì gridare: «Raperonzolo, t affaccia, lascia pender la tua treccia! . Raperonzolo lasciò pender le trecce e la maga salì da lei. Se questa è la scala per cui si sale, tenterò anch io la mia fortuna , pensò il principe. Il giorno dopo, sull imbrunire, andò alla torre e gridò: «Raperonzolo, t affaccia, lascia pender la tua treccia! . Subito dall alto si snodarono i capelli e il principe salì. Dapprima Raperonzolo ebbe una gran paura quand egli entrò, perché i suoi occhi non avevan mai visto un uomo; ma il principe cominciò a parlarle con grande dolcezza e le narrò che il suo cuore era stato così turbato dal canto di lei da non lasciargli più pace: e aveva dovuto vederla. Allora Raperonzolo non ebbe più paura e quando egli le chiese se lo voleva per marito ed ella vide che era giovane e bello, pensò: Mi amerà più della vecchia signora Gothel ,3 disse di sì e mise la mano in quella di lui; e gli disse: «Verrei ben volentieri, ma non so come fare a scendere. Quando vieni, portami una matassa di seta: la intreccerò e ne farò una scala; e quando è pronta, scendo, e tu mi prendi sul tuo cavallo . Combinarono che fino a quel momento egli sarebbe venuto tutte le sere; perché di giorno veniva la vecchia. La maga non si accorse di nulla, finché una volta Raperonzolo prese a dirle: «Ditemi, signora Gothel, come mai siete tanto più pesante da tirar su del giovane principe? quello è da me in un momento . «Ah, bimba sciagurata! , gridò la maga, «cosa mi tocca sentire! pensavo di averti separata da tutto il mondo e invece tu mi hai ingannata! . Furibonda, afferrò i bei capelli di Raperonzolo, li avvolse due o tre volte intorno alla mano sinistra, afferrò con la destra un paio di forbici e, tric trac, eccoli tagliati e le belle trecce giacevano a terra. E fu così spietata da portare la povera Raperonzolo in un deserto, ove dovette vivere in gran pianto e miseria. Il giorno in cui aveva scacciato Raperonzolo dalla torre, assicurò le trecce recise al cardine della finestra e quando arrivò il principe e gridò: «Raperonzolo, t affaccia, lascia pender la tua treccia! , il principe salì, ma, invece della sua diletta, trovò la maga, che lo guardava con due occhiacci velenosi. «Ah , esclamò beffarda, «sei venuto a prendere la tua bella! Ma il bell uccellino non è più nel nido e non canta più; il gatto l ha preso e a te caverà gli occhi. Per te Raperonzolo è perduta, non la vedrai mai più . Il principe andò fuori di sé per il dolore, e disperato saltò giù dalla torre: ebbe salva la vita, ma le spine fra cui cadde gli trafissero gli occhi. 3. signora Gothel: la strega, antagonista di Raperonzolo. 181

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Narrativa