L’ARTE ci parla di... MODE E TENDENZE

Come essere all’ultimo grido nel Seicento!

Le opere d’arte ci aiutano a scoprire costumi, usanze e tendenze di un’epoca. Prima dell’invenzione della fotografia, infatti, il ritratto è l’unico mezzo per tramandare la memoria di una persona e per ricordare il suo ruolo sociale e la sua importanza a chiunque lo osservi. Ecco perché abiti, acconciature e gioielli sono descritti con grande attenzione.

Pizzi, parrucche e trucchi

Grande protagonista nell’abbigliamento del XVII secolo è senz’altro il pizzo, che arricchisce le scollature e i polsini con trame e ricami elaborati, come testimonia il Ritratto di Maria Trip di Rembrandt, in cui la trasparenza e i trafori del pizzo, con la loro preziosità, dimostrano la ricchezza della famiglia a cui appartiene la giovane donna.

Ma un’altra moda è peculiare dell’epoca: la Francia, la nuova potenza a dettare il gusto, impone l’uso della parrucca, in un primo momento pensata per mascherare la calvizie, ma poi scelta come status symbol dell’aristocrazia. Le parrucche sono di grandi dimensioni, una vera e propria cascata di riccioli che arriva fino a metà schiena. Inizialmente sono scure (i capelli neri sono considerati i più belli).

Verso la fine del secolo e poi nel Settecento si preferiranno parrucche bionde, grigie e infine bianche, anche incipriate.

Osserva, per esempio, il Ritratto del Gran Principe Ferdinando, erede al trono di casa Medici, che indossa una lunga parrucca castana: sembra quasi che siano i suoi capelli!

Si diffonde anche la moda dei nei posticci, che con la loro sagoma scura fanno risaltare il candore della pelle, come si vede nel Ritratto di Isabella Farnese. Per farli si ritaglia del taffettà, un tessuto pregiato, a forma di cerchio, di stella, di luna, di mosca o di altri piccoli animali. A seconda poi della posizione in cui vengono incollati, i nei rappresentano sentimenti ed emozioni diverse.

Bernini influencer alla corte del Re Sole

Anche gli artisti possono dettare il gusto. È quello che capita a Gian Lorenzo Bernini (> p. 325). La sua fama è così grande che perfino Luigi XIV, il re Sole, fa di tutto per convincere l’artista, non più giovanissimo, a raggiungerlo a Parigi, dove dovrà fornirgli preziosi suggerimenti per l’ampliamento della residenza reale.

Bernini accetta e, durante il soggiorno francese, viene incaricato anche di eseguire proprio un Ritratto di Luigi XIV.

Filippo Baldinucci, storico dell’arte seicentesco, racconta che dame, cavalieri e aristocratici fanno continuamente visita allo scultore ed egli fatica a concentrarsi sul lavoro!

Un giorno, mentre il re posa pazientemente per il suo ritratto, Bernini gli si avvicina, e per nulla intimorito, gli scosta alcune ciocche di capelli dalla fronte dicendogli: “Vostra maestà è un re che può mostrare la fronte a tutto il mondo”.

E dal momento che il re detta il gusto, la nuova pettinatura ha immediato successo tra i cortigiani. E, in onore al suo creatore, viene chiamata “alla Bernini”.

COMPETENZE IN GIOCO

La moda è sempre stata seguita e amata da molte persone. Un tempo erano gli artisti come Bernini a indicare le nuove tendenze. Fai finta di essere uno di loro!

  • Dopo aver fatto una ricerca sui costumi e sull’abbigliamento del XVII secolo, immaginati nel Seicento e disegna il tuo autoritratto. Che parrucca sceglieresti? Dove metteresti il pizzo?

Storie della Storia dell’arte - volume B
Storie della Storia dell’arte - volume B
Dalle origini a oggi. CAPITOLO DEMO: Il Seicento