17.2 CARACALLA E LA CONSTITUTIO ANTONINIANA

LEZIONE 17.2 L impero di Caracalla Il personaggio Storia & Arte p. 90 Satira: opera letteraria che si propone di mettere in ridicolo gli atteggiamenti, i modi di vita o le affermazioni in genere di esponenti di rilievo di una comunità. IL PERSONAGGIO CARACALLA E LA CONSTITUTIO ANTONINIANA Al fine di assicurare la continuità della sua stirpe, Settimio Severo ripristinò la consuetudine dell associazione al trono imperiale, praticata fin dall epoca della dinastia giulio-claudia per dare stabilità al governo e impedire l insorgere di nuove guerre civili. A differenza di quanto era accaduto durante tutta l epoca del principato adottivo, però, la designazione del successore non fu concordata con le altre istituzioni (e con il senato in particolare). In virtù del suo potere assoluto, infatti, Settimio Severo si fece affiancare al potere dai suoi due figli: Marco Aurelio Antonino (nel 198), detto Caracalla dal nome del suo mantello militare di origine gallica (il caracallis), e Geta (nell anno 209). Alla morte di Settimio Severo, Caracalla (211-217) divenne di fatto il nuovo imperatore. Egli ricorse a ogni espediente per accentrare nelle proprie mani il potere: nel 212, dopo aver corrotto i pretoriani, fece addirittura assassinare il fratello Geta e il giurista Papiniano (che era stato uno dei principali consiglieri del padre ed era allora prefetto del pretorio), considerando entrambi come pericolosi concorrenti al trono imperiale. La crudeltà di Caracalla divenne presto proverbiale: egli fece sterminare buona parte della popolazione di Alessandria d Egitto solo perché un opera satirica diffusa in quella città aveva osato ridicolizzare la ragione da lui addotta per giustificare l omicidio del fratello (la legittima difesa). Caracalla aveva del resto dimostrato fin da giovane notevole ambizione. Il suo vero nome era Lucio Settimio Bassiano, ma il padre lo aveva cambiato fin dal 195 in Marco Aurelio Antonino, per suggerire una parentela con l imperatore Marco Aurelio e legittimare la propria ascesa al potere. Al fine di esaltare la sua persona e suscitare ammirazione tra la popolazione, egli promosse anche la costruzione di varie opere pubbliche, come le imponenti terme di Caracalla, i cui resti sono ancora oggi visibili nel centro di Roma. Geta, il fratello dimenticato La cattiva fama di Caracalla, ancora oggi proverbiale, è accresciuta dal fatto che l imperatore fu responsabile, nel 211, dell assassinio del ben più apprezzato fratello Geta. Publio Settimio Geta era nato nel 189, quando il padre serviva l imperatore Commodo come governatore provinciale. Egli era il più giovane dei fratelli e sua madre Giulia Domna interveniva spesso a temperare l animo di Geta che, posto costantemente in secondo piano rispetto al fratello maggiore, si infiammava frequentemente contro Caracalla. A ragione di ciò il padre, una volta imperatore, attribuì nel 198 a Geta il titolo di Cesare. La famiglia imperiale era fragile e la consistenza del suo potere era costantemente erosa dalle tensioni interne: l ostilità tra i due fratelli aveva ricadute significative anche sulla gestione dell impero. Alla morte di Settimio Severo, nel 211, Caracalla e Geta ereditarono entrambi il potere imperiale, probabilmente perché 88 Giulia Domna si oppose aspramente alla proposta dei due fratelli di dividere l impero. Nello stesso anno Caracalla commissionò l assassinio del fratello e attuò nei suoi confronti la damnatio memoriae: il nome di Geta venne eliminato da ogni atto pubblico e la sua immagine cancellata da qualsiasi raffigurazione. Settimio Severo con la moglie Giulia Domna e i figli Caracalla e Geta, quest ultimo con il volto cancellato.

Tempo, spazio, storia - volume 2
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Da Roma imperiale all'anno Mille