Tempo, spazio, storia - volume 2

CAPITOLO 17 L IMPERO VERSO LA CRISI La politica estera La stabilità istituzionale e un saldo controllo dello Stato erano essenziali per risolvere i gravi problemi economici e militari che l impero si trovava ad affrontare. Settimio Severo fu impegnato in particolare nella difesa dei confini imperiali, insidiati su vari fronti. Tra il 197 e il 199 d.C. guidò l esercito in una vittoriosa campagna militare contro i Parti, consolidando i domini orientali e istituendo la nuova provincia della Mesopotamia. Più incerte furono invece le operazioni nell Europa centrale, lungo il confine segnato dal fiume Reno. In quest area le truppe imperiali rimasero a lungo impegnate nel tentativo di respingere gli attacchi delle popolazioni di origine germanica. Alla difesa dei confini fu destinata la maggior parte delle risorse finanziarie dell impero. Ciò costrinse Settimio Severo a impiegare per le spese militari gran parte dei tributi che gli imperatori dell età precedente avevano invece riservato ad altri scopi, come la costruzione di opere pubbliche o l assistenza alle classi sociali più povere. Il ruolo delle province Più che di un imposizione da parte del nuovo imperatore, il ruolo sempre più importante che i provinciali avevano assunto nelle istituzioni era la logica conseguenza del crescente peso economico e politico acquisito dalle province, in concomitanza con il declino della penisola italica. Tra gli abitanti delle aree periferiche dell impero venivano ormai scelti non solo i membri del senato, gli ufficiali dell esercito e i funzionari della burocrazia, ma anche gli stessi imperatori, che a partire dal II secolo furono prevalentemente originari delle province (durante la dinastia dei Severi, in particolare, essi provennero dalle regioni orientali). Di questi mutamenti tenne conto la riforma amministrativa delle province voluta da Settimio Severo, che prevedeva la divisione delle vecchie ripartizioni territoriali in aree più ristrette. Il fine principale della riorganizzazione delle province era quello di risanare le finanze statali, rendendo più efficiente la riscossione dei tributi ed evitando che i governatori locali, che controllavano le truppe stanziate ai confini, ottenessero un potere eccessivo e dunque pericoloso per la stabilità dell impero. Grazie all incremento dei tributi, che gravavano prevalentemente sui grandi proprietari terrieri e, attraverso questi, sui coloni che lavoravano i campi alle loro dipendenze in una condizione ormai pressoché servile, Settimio Severo ottenne in effetti buoni risultati, risollevando le finanze statali duramente provate dagli enormi sprechi dell età di Commodo. Il personaggio p. 87 Honestiores e humiliores Il traffico su una strada romana, dettaglio dell arco di Settimio Severo. 86 Il risanamento economico dello Stato non comportò comunque un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione: la maggior parte delle risorse imperiali continuò infatti a essere impiegata per finanziare l esercito. Durante il principato di Settimio Severo la società romana era caratterizzata da radicali disuguaglianze e risultava in pratica divisa in due grandi gruppi:

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Da Roma imperiale all'anno Mille