16.1 L’ETÀ DI NERVA E TRAIANO

LEZIONE 16.1 L ET DI NERVA E TRAIANO Nel 96 d.C., con la morte di Domiziano, ebbe termine la dinastia flavia. Nonostante non fossero mancate tensioni ed episodi di violenza, i suoi esponenti erano riusciti a fondare la solidità del potere statale sull accordo tra il senato e l imperatore, che risultò fondamentale per mantenere l ordine e garantire la prosperità dell impero anche in tutta l epoca successiva. Nel corso del II secolo d.C., considerato dagli storici l età aurea dell impero, Roma conobbe il suo massimo splendore e i confini imperiali raggiunsero la massima estensione. Il principato adottivo Voci dalla storia p. 55 Nerva e il consolidamento dell impero Busto dell imperatore Nerva. 54 L aspetto fondamentale dell accordo politico tra le massime autorità dello Stato riguardò la successione alla guida dell impero, fino ad allora basata sulla continuità dinastica. Questo criterio aveva generato gravi contrasti politici e si era rivelato inadeguato a garantire l ascesa al potere di individui competenti, capaci di reggere il governo dello Stato. Nel II secolo d.C., in conseguenza di una circostanza casuale (nessuno degli imperatori di questo periodo ebbe eredi diretti), si affermò invece un diverso sistema per la nomina degli imperatori, quello dell adozione. Il successore veniva scelto dal principe in carica tra una serie di individui noti al senato, che poi lo designava ufficialmente. Il principato per adozione valse a evitare le fasi turbolente che avevano caratterizzato la successione al vertice dello Stato nei decenni precedenti e a ridurre il rischio che i nuovi imperatori instaurassero regimi dispotici. Il coinvolgimento del senato nell esame dei possibili successori, infatti, restituì all assemblea un influenza che nei primi tempi del principato aveva completamente perduto e rappresentò un parziale bilanciamento dei poteri dello Stato (che rimanevano comunque saldamente nelle mani dell imperatore). In questo periodo si affermò anche un altra novità. Già con la dinastia flavia era stata riconosciuta l importanza politica e strategica delle province, in particolare della Spagna e della Gallia. L accesso al senato era stato consentito anche ai provinciali, che alla morte di Domiziano ne costituivano ormai la maggioranza e ne influenzavano le scelte. Dalla fine del I secolo d.C., molti imperatori furono originari delle province. Le riforme politiche si inserivano in un più ampio quadro di rinnovamento culturale, che influì notevolmente sui rapporti tra i cittadini e le autorità statali. In quest epoca ebbe larga diffusione, all interno della classe dirigente romana, la filosofia stoica, nata in Grecia nel III secolo a.C. Esponente di primo piano di questa corrente di pensiero, nel I secolo d.C., era stato Seneca, mentre in seguito avrebbe aderito allo stoicismo l imperatore Marco Aurelio. Ai princìpi dello stoicismo tra cui vi era anche il dovere morale di un esercizio corretto del potere si ispirò anche Cocceio Nerva (96-98 d.C.), il successore di Domiziano. Fu Nerva a introdurre le riforme politiche di fine secolo, improntando la sua azione di governo all accordo con il senato. Nella sua elezione, del resto, era stato determinante proprio il senato, che aveva già svolto un ruolo fondamentale nella congiura contro Domiziano. Per assicurarsi il sostegno dell esercito, Nerva nominò suo successore, adottandolo come figlio, Marco Ulpio Traiano, comandante delle legioni stanziate ai confini della Germania. Alla morte di Nerva, nel 98 d.C., Traiano divenne dunque il nuovo imperatore.

Tempo, spazio, storia - volume 2
Tempo, spazio, storia - volume 2
Da Roma imperiale all'anno Mille