26.5 LA FRAMMENTAZIONE DELL’IMPERO

LEZIONE 26.5 LA FRAMMENTAZIONE DELL IMPERO L Unione europea p. 390 Agli inizi del IX secolo l impero carolingio costituiva lo Stato più potente sorto in Europa dopo la fine dell impero romano d Occidente. Al suo interno, tuttavia, presentava già i sintomi della successiva decadenza, che emersero con chiarezza dopo la morte di Carlo Magno, avvenuta nell 814. Le lotte dinastiche per la successione avrebbero condotto alla disgregazione un impero la cui stabilità era compromessa dalla mancanza di un solido apparato burocratico e di un efficiente struttura amministrativa per la riscossione dei tributi, come pure dalla necessità di continue guerre di espansione, indispensabili per soddisfare le pretese dei vassalli. Terminata la spinta espansionistica, infatti, i sovrani carolingi si trovarono nell impossibilità di disporre di nuove terre da distribuire ai propri cavalieri e la loro autorità si indebolì. La situazione economica e politica dell impero, inoltre, faceva pensare, più che a uno Stato solido e stabile, a un territorio caratterizzato in misura preponderante dall anarchia. L economia chiusa delle ville curtensi non stimolava la produttività agricola; la scarsità degli scambi commerciali, influenzata dalle difficoltà dei collegamenti dovuti a vie di comunicazione insicure, limitava qualsiasi prospettiva di sviluppo economico e impediva il controllo delle realtà periferiche da parte dei sovrani. I successori di Carlo Magno Con la successione al trono di Ludovico il Pio (814-840), figlio di Carlo, l impero entrò in una fase di decadenza. Le tendenze autonomistiche della nobiltà ripresero vigore, dando luogo a ribellioni al potere del sovrano analoghe a quelle che avevano contraddistinto l anarchia di epoca merovingia. Ludovico dovette affrontare numerose rivolte, e nell 833 fu deposto dai nobili franchi. Anche se fu presto reintegrato nelle funzioni di governo, egli perse definitivamente il proprio prestigio. Un ulteriore complicazione giunse dalle autorità ecclesiastiche, che in un concilio tenutosi a Parigi nell 829 proclamarono la supremazia dei vescovi sul potere del re. Le ragioni dell opposizione nobiliare nei confronti di Ludovico dipendevano anche dall incertezza delle sue scelte politiche. Nell 817 egli aveva stabilito di suddividere l impero tra i suoi tre figli: Lotario, Pipino e Ludovico il Germanico. Dopo la morte della moglie, però, il sovrano si risposò ed ebbe un nuovo erede, Carlo, poi soprannominato il Calvo. Di conseguenza, nell 823 modificò le sue precedenti disposizioni ereditarie, suscitando la ribellione degli altri figli e dei rispettivi vassalli che li appoggiavano nelle loro pretese dinastiche. Le contese continuarono anche dopo la scomparsa di Pipino (838), e alla morte di Ludovico, nell 840, si scatenarono nuove guerre civili per il predominio politico nell impero. I contrasti proseguirono, causando devastazioni nei territori franchi, fino all 842, quando con il giuramento di Strasburgo uno dei più antichi documenti storici in lingua tedesca e francese Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo si allearono contro Lotario, che era il legittimo imperatore. Solo l anno successivo, con la firma del trattato di Verdun, Lotario accettò di spartire l impero con i due rivali. Il personaggio p. 385 Supremazia: in questo contesto indica la pretesa autonomia e superiorità del potere dei vescovi, e quindi della Chiesa, rispetto all autorità del sovrano. L imperatore Carlo il Calvo in battaglia raffigurato nelle Grandes Chroniques de France. 384

Tempo, spazio, storia - volume 2
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Da Roma imperiale all'anno Mille