Tempo, spazio, storia - volume 2

CAPITOLO 26 L ET DI CARLO MAGNO Sistema vassallatico: organizzazione sociale fondata sul rapporto personale di fiducia tra il sovrano e i cavalieri, che ricevevano dal re l incarico di governare un feudo in cambio di un giuramento di fedeltà. L età dei cavalieri Lo Stato franco era privo di un esercito permanente paragonabile a quello esistito nell impero romano. Le campagne militari erano affrontate facendo ricorso al servizio dei cavalieri, membri dell aristocrazia dediti all esercizio delle armi. Mancando un inquadramento istituzionale delle milizie, la fedeltà dei guerrieri al sovrano si basava sui rapporti personali e sui vincoli di lealtà propri della società germanica. Più che sudditi, i nobili franchi si consideravano compagni d arme del sovrano, che era in effetti una sorta di primus inter pares (cioè primo tra uguali ). In cambio del loro contributo militare, i cavalieri ottenevano la concessione di terre, grazie alle quali potevano mantenere la propria casata e armarsi adeguatamente per partecipare alle campagne militari. I benefici e i vassalli del re Se la cessione di terre ai cavalieri consentiva ai sovrani di condurre le loro guerre di espansione, allo stesso tempo comportava il rischio di stimolare le tendenze autonomistiche della nobiltà e determinare una situazione di anarchia: i cavalieri erano orgogliosi della propria indipendenza tanto quanto del proprio valore in battaglia e il possesso di proprietà terriere sempre più ampie poneva il loro potere economico in concorrenza con quello dei re. Questo era avvenuto sotto la dinastia dei Merovingi; i Pipinidi, tuttavia, riuscirono a evitare questi esiti e a inserire le loro clientele armate in un sistema di relazioni efficace ed economicamente vantaggioso. Pipino e i suoi successori modificarono l usanza di cedere le terre a titolo definitivo e di consentirne la successione ereditaria. L assegnazione dei fondi divenne invece temporanea: essi restavano di proprietà del sovrano e tornavano nella sua disponibilità effettiva alla morte del cavaliere cui erano stati conferiti. Questo metodo di attribuzione delle proprietà fondiarie era regolato sul principio del cosiddetto beneficio (beneficium), che nel diritto romano indicava una cessione temporanea di un bene da parte dell autorità pubblica. L assegnazione della terra sostituiva, in un certo senso, l erogazione dello stipendio a funzionari e soldati. Dalle terre, tra l altro, i cavalieri traevano risorse economiche sotto forma di prodotti agricoli ma anche di manodopera, dal momento che i servi e i coloni che risiedevano sulle aree interessate dall assegnazione venivano ceduti insieme a quelle. Miniatura del XIII secolo che raffigura un sovrano mentre riceve i suoi vassalli. L omaggio vassallatico Voci dalla storia p. 371 370 estendeva ormai su gran parte dell Italia centrale dal Lazio all Umbria, alle Marche e alla Romagna e costituiva il nucleo dello Stato della Chiesa su cui i papi avrebbero esercitato il loro potere temporale. L intervento di Pipino e la sconfitta di Astolfo riportarono una situazione di equilibrio in Italia e consentirono l instaurarsi di relazioni diplomatiche pacifiche tra i Franchi e i Longobardi. Alla morte di Pipino, nel 768, esse furono consolidate dal matrimonio del figlio Carlo con la figlia del re longobardo Desiderio. Il successo della dinastia pipinide dipese in gran parte dall organizzazione militare, basata sulla forza della cavalleria. Questa organizzazione, a sua volta, era connessa a un articolato sistema di relazioni sociali che legava tra loro i membri dell aristocrazia e che prende il nome di sistema vassallatico. Esso era diffuso soprattutto nel regno di Austrasia, dal quale provenivano i Pipinidi; furono costoro, una volta conquistata l egemonia nel regno franco, a diffonderlo in tutti i territori da essi controllati. Per consolidare il legame tra i cavalieri e il sovrano, i Franchi fecero inoltre ricorso alle antiche tradizioni germaniche, secondo cui i vincoli tra i guerrieri si basavano sulla reciproca fedeltà. Il cavaliere doveva prestare un giuramento al sovrano, chiamato omaggio. Il termine deriva dal latino homo, uomo , poiché attraverso questa cerimonia ufficiale il nobile franco diventava un uomo di fiducia del sovrano e un suo fedele alleato, promettendogli fedeltà e aiuto militare. La parola corrispondente utilizzata nella

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Da Roma imperiale all'anno Mille