Tempo, spazio, storia - volume 2

LEZIONE 26.1 Il sistema curtense La scarsità dei commerci L allevamento dei falchi in una miniatura dell XI secolo. Saltus e curtis: il paesaggio europeo La contrazione dei commerci di lunga distanza continuò a influire sullo stato dell economia dell Europa altomedievale e fu anzi aggravata dallo spopolamento delle città, da sempre i principali centri degli scambi, oltre che importanti mercati, grazie ai consumi della popolazione urbana. In un contesto di contatti commerciali molto limitati, divenne problematico anche l approvvigionamento di materie prime come il sale, fondamentale per la conservazione dei cibi, e il ferro, con le conseguenze che abbiamo visto. L Europa altomedievale fu insomma prevalentemente caratterizzata da un economia chiusa , in cui i principali scambi si svolgevano a livello locale. La scarsità dei commerci si accompagnò a una drastica riduzione della circolazione monetaria, con il ritorno a forme di scambio diretto tra merci (il baratto) e al pagamento in natura dei canoni di affitto dei campi, attraverso la cessione di parte del raccolto. Alla diminuzione della quantità di moneta circolante si accompagnò inoltre la riduzione del valore stesso delle monete, cui contribuirono le difficoltà di approvvigionamento dei metalli preziosi e la perdita di prestigio delle autorità statali che avrebbero dovuto coniarle. Anche quando si affermarono autorità statali più stabili e potenti, come l impero di Carlo Magno, i tentativi di riforma monetaria si scontrarono con gli orizzonti ristretti dell economia europea: come vedremo, il denaro d argento introdotto da Carlo Magno aveva infatti un contenuto modesto di metallo prezioso, lontano dalle monete forti in uso nell impero d Oriente. Il sistema monetario è una sorta di termometro dell economia, e infatti sia nell impero bizantino sia in quello arabo, protagonisti in questo periodo di una fase di espansione economica e politica, le monete continuarono a essere coniate in oro, a sostegno di un valore degli scambi enormemente superiore a quello dell Europa occidentale. In Occidente, non a caso, le uniche eccezioni al quadro di generale stagnazione degli scambi furono rappresentate dalle città portuali che avevano contatti con l Oriente, come Marsiglia o Venezia. Quest ultima, divenuta autonoma dal dominio bizantino a partire dal IX secolo, trasse grandi profitti dagli scambi mercantili con Costantinopoli e Alessandria d Egitto, rifornendole di prodotti che scarseggiavano negli imperi orientali (come il legname) e importando beni preziosi (come le spezie, la seta e i profumi). Questi commerci avrebbero alimentato un fiorente mercato in Occidente, ponendo le premesse del futuro sviluppo economico della città lagunare. La crisi economica e demografica, con il conseguente abbandono di molti campi un tempo coltivati, aveva favorito una nuova espansione delle foreste, che erano tornate a ricoprire superfici più vaste di quelle occupate in epoca romana: i grandi cambiamenti economici e politici avevano determinato anche la trasformazione dell ambiente e delle campagne. Il paesaggio europeo più diffuso divenne il saltus, cioè il terreno incolto coperto da pascoli e da boschi in cui gli abitanti dei villaggi potevano cacciare gli animali selvatici e raccogliere i vegetali cresciuti in modo spontaneo. L attività agricola venne invece sempre più organizzata all interno di unità produttive autosufficienti e tendenzialmente chiuse, analoghe alle villae rusticae diffuse nelle ultime fasi della civiltà romana. Dalla denominazione di queste strutture, curtes (curtis al singolare), la nuova organizzazione dell economia rurale prende il nome di sistema curtense. Già comparso nell Italia dominata dai Longobardi, il sistema curtense raggiunse il massimo sviluppo durante gli ultimi secoli dell Alto Medioevo. 363

Tempo, spazio, storia - volume 2
Tempo, spazio, storia - volume 2
Da Roma imperiale all'anno Mille