VOCI DALLA STORIA - La Regola di san Benedetto

CAPITOLO 20 L EUROPA DOPO LA CADUTA DELL IMPERO Il monastero più importante fu fondato nel 529 a Montecassino (nel Lazio) da Benedetto da Norcia (480 circa-547), figura fondamentale del monachesimo occidentale. Verso la metà del VI secolo egli elaborò la Regola che porta il suo nome, un insieme di norme volte a disciplinare la vita comunitaria dei confratelli. La formula che più di tutte è rimasta a simbolo e sintesi della vita monacale praticata e teorizzata da Benedetto è l espressione latina ora et labora ( prega e lavora ). La vita all interno dei monasteri benedettini alternava infatti preghiera e attività manuali. Le giornate dei monaci iniziavano all alba, quando essi si riunivano nella cappella per recitare le preghiere del mattino; quindi si dedicavano ai lavori nei campi, nelle stalle, nelle botteghe, nelle cucine o nelle biblioteche. Le loro attività venivano interrotte solo per brevi e poveri pasti, a base di cereali e di ortaggi, che dovevano essere consumati in assoluto silenzio. Nel pomeriggio si alternavano ancora momenti di lavoro ad altri di preghiera, fino alla cena e alle orazioni serali che concludevano la giornata. L economia e la trasmissione della cultura Se la vita dei monaci era caratterizzata dalla povertà e dalla rinuncia ai beni materiali, ciò non toglie che i monasteri diventarono i centri economici più vitali della società europea altomedievale. I primi monasteri, costruiti sui ruderi delle ville rurali abbandonate in seguito alle distruzioni provocate dalle invasioni germaniche, ereditarono la funzione economica che queste strutture avevano svolto nell età tardoantica. I monaci lavoravano le terre circostanti ai monasteri; i campi fornivano inizialmente i prodotti necessari per il sostentamento della sola comunità di monaci, ma nel corso del tempo, grazie ad acquisizioni, lasciti e donazioni, VOCI DALLA STORIA La Regola di san Benedetto Il fondatore del monastero di Montecassino, san Benedetto, formulò un insieme di norme per regolamentare la vita monastica nei momenti di preghiera e nelle attività pratiche: si tratta della cosiddetta Regola, da cui è tratto il brano seguente. Il primo gradino dell umiltà è l obbedienza senza indugio. Questa è ben propria di coloro che non considerano nulla più caro di Cristo, per cui appena qualche cosa è stata comandata dal superiore, non possono soffrire indugio, come se il comando venisse da Dio. Se, allorché vogliamo ottenere qualche favore dai potenti, non pensiamo di farlo se non con umiltà e rispetto, quanto più bisogna supplicare il Signore Dio di ogni cosa con assoluta umiltà e sincera pietà! [ ] Sappiamo poi di essere esauditi non per le molte parole, ma per la purezza del cuore e la sincerità delle lacrime. Perciò la preghiera deve essere breve e pura, a meno che non venga prolungata per l infervorante ispirazione della grazia divina. In coro tuttavia tale preghiera sia brevissima e, quando il superiore ha dato il segnale, tutti insieme si alzino in piedi. L ozio è nemico dell anima; perciò i monaci in determinate ore devono attendere al lavoro manuale e in altre ore, anch esse determinate, alla lettura spirituale. E perciò crediamo che entrambi gli 200 orari di tali occupazioni possano essere combinati in base al seguente ordinamento: cioè da Pasqua fino agli inizi di ottobre al mattino, uscendo all alba, lavorino quanto è necessario fino circa all ora quarta [le 10 del mattino]; dall ora quarta fin verso la fine dell ora sesta [mezzogiorno] siano occupati nella lettura. Finita sesta e levatisi da tavola, si riposino nel proprio letto in assoluto silenzio e se per caso qualcuno volesse leggere per conto suo, se ne stia a leggere senza dar fastidio a nessuno. [ ] Qualora poi le esigenze locali o la povertà richiedessero che i monaci siano personalmente occupati nella raccolta delle messi, non abbiano ad adirarsene, poiché allora sono veramente monaci se vivono del lavoro delle proprie mani come i nostri padri e gli Apostoli. San Benedetto, Regola, V, 20, 48, trad. di G. Penco, La Nuova Italia, Firenze 1980 STUDIO CON I TESTI Come deve essere la preghiera secondo san Benedetto? Il lavoro manuale è presentato da san Benedetto come un elemento positivo o negativo? Motiva la tua risposta.

Tempo, spazio, storia - volume 2
Tempo, spazio, storia - volume 2
Da Roma imperiale all'anno Mille