Tempo, spazio, storia - volume 2

LEZIONE 15.2 Il principatodi Ottaviano Augusto Prefetti e procuratori I funzionari imperiali più importanti erano i prefetti, a ognuno dei quali vennero assegnati compiti specifici. Il prefetto del pretorio comandava tutte le legioni stanziate nella penisola e i pretoriani, le guardie del corpo personali dell imperatore, incaricate di garantire la sua incolumità. Il prefetto d Egitto governava per conto del principe una provincia strategica per la sua abbondante produzione di cereali (e considerata patrimonio personale di Augusto). Il prefetto dell Urbe aveva compiti di polizia e assicurava il mantenimento dell ordine pubblico a Roma e nei territori circostanti. Il prefetto dei vigili coordinava la sorveglianza notturna della città e gli interventi in caso di incendi (molto frequenti) o di altri incidenti. Il prefetto dell annona coordinava gli approvvigionamenti di derrate alimentari necessarie per il sostentamento della popolazione di Roma. I prefetti erano affiancati dai procuratori, che gestivano i bilanci dello Stato e delle province, nelle quali svolgevano anche la funzione di ispettori delle attività dei governatori. La ricerca del consenso Sesterzio in bronzo con una raffigurazione di Augusto. Nella sua opera di ristrutturazione dello Stato, Ottaviano mirò a ottenere sia il consenso dei ceti più influenti nella società, sia il sostegno della popolazione, sempre pronta a incendiarsi nelle fasi più turbolente della vita politica e sociale di Roma. Le sue riforme furono dunque studiate attentamente al fine di assicurare vantaggi a tutte le classi sociali. Nonostante il ridimensionamento politico del senato, ai senatori fu concesso di mantenere le proprietà terriere, che procuravano loro rendite elevate e dunque un ruolo importante nella vita sociale. La carica di senatore divenne inoltre ereditaria, garantendo ai discendenti la conservazione dei privilegi dei padri. I cavalieri, come abbiamo visto, entrarono invece nell apparato statale come funzionari, governatori delle province imperiali o ufficiali dell esercito, godendo di un elevata remunerazione. La plebe romana, infine, era di fatto mantenuta dalle elargizioni pubbliche di denaro e di cereali, e aveva inoltre la possibilità di trovare occupazione nei cantieri aperti per la realizzazione delle grandi opere pubbliche finanziate dall amministrazione statale. Il consolidamento dell impero e la politica estera L attività riformatrice di Augusto non si limitò alla politica interna, ma mirò anche a garantire la pace e il controllo di Roma nei territori sottomessi. Per raggiungere questo obiettivo, Ottaviano promosse la riorganizzazione delle province, la riforma dell esercito e una politica estera improntata, più che a grandi iniziative di espansione territoriale, al consolidamento delle conquiste realizzate. Le regioni e le province Nel 7 d.C. l Italia fu suddivisa in undici regioni, in base alle caratteristiche geografiche del territorio e alle tradizioni storiche e culturali delle popolazioni italiche. Tutti gli altri possedimenti romani rientrarono invece nell organizzazione provinciale, che Augusto riformò procedendo alla suddivisione delle province in due tipologie: STUDIO SULLA CARTA p. 20 le province senatorie (per esempio la Grecia, la Numidia e l Asia Minore) furono affidate a governatori nominati dal senato; poiché non presentavano rischi di ribellione 19

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Da Roma imperiale all'anno Mille