Tempo, spazio, storia - volume 1

L’ORA DI GEOGRAFIA – I SETTORI PRODUTTIVI

Dal terziario al futuro

Negli ultimi decenni la ristrutturazione industriale ha portato allo spostamento di un numero elevato di lavoratori dagli impieghi nelle attività primarie e secondarie ad altri tipi di mansioni produttive, legate ai servizi (banche, assicurazioni, sanità, pubblica amministrazione), alla distribuzione delle merci (trasporti e commercio), al turismo, alla cultura e alle comunicazioni (istruzione, spettacolo e mezzi di informazione). Queste attività rientrano nel settore terziario, che ha conosciuto una notevole crescita negli ultimi anni grazie all’invenzione di nuovi strumenti tecnologicamente molto avanzati, come le applicazioni elettroniche e informatiche. Secondo alcune interpretazioni economiche e sociologiche, infatti, la diffusione inarrestabile dell’informatica, che ha totalmente rivoluzionato la nostra vita, ha favorito un’evoluzione delle attività del settore terziario, oggi molto più progredite rispetto a quelle tradizionali dei decenni precedenti. In base a queste considerazioni noi staremmo vivendo una nuova rivoluzione industriale, caratterizzata dall’ascesa del settore quaternario, al quale appartengono le attività più avanzate del terziario, come i servizi di consulenza, la ricerca e lo sviluppo nel campo dell’Information technology.

Il boom dell’elettronica

Lo sviluppo dell’elettronica, iniziato nella seconda metà del XX secolo, aveva contribuito all’affermazione della terza rivoluzione industriale. Dopo le prime fasi di sperimentazione nei laboratori scientifici, a partire dagli anni Settanta i computer si sono diffusi come prodotto di massa e hanno rappresentato un’innovazione fondamentale per l’automazione dei processi produttivi delle fabbriche. L’impiego sempre più massiccio di questi mezzi ha portato alla nascita di nuovi lavori legati al campo dell’informatica, con aziende specializzate nello sviluppo dei programmi per computer, o software, che ancora oggi costituisce uno dei settori occupazionali più remunerativi e con maggiori potenzialità di espansione. Oltre alle applicazioni industriali, infatti, l’elettronica occupa un posto di primo piano in quasi tutte le nostre attività quotidiane. L’espansione di questo settore produttivo ha dunque rappresentato anche una grande opportunità per creare nuovi posti di lavoro, dopo le ristrutturazioni aziendali degli ultimi decenni, che avevano ridotto drasticamente il numero dei tecnici.

La rivoluzione dei trasporti

Il terziario ha ricevuto un forte impulso dall’evoluzione tecnologica dei trasporti. Mezzi più sicuri, più capienti e più veloci hanno rivoluzionato le relazioni commerciali, espandendo le aree di mercato e riducendo sempre di più i tempi di trasferimento delle merci. Gran parte dei prodotti trasportati oggi nel mondo viaggia all’interno di enormi contenitori metallici chiamati container. Poiché i container hanno misure standardizzate, il passaggio da uno all’altro nei cosiddetti interporti risulta agevolato dalla meccanizzazione delle operazioni di carico e scarico; in tal modo è possibile collegare ogni zona del mondo attraverso l’integrazione delle vie di comunicazione marittime, terrestri e fluviali, ottimizzando le modalità di stoccaggio e i tempi di trasporto.

La maggior parte degli scambi internazionali di merci (superiore ai due terzi del valore globale) avviene attraverso il trasporto marittimo, con i porti di Rotterdam (in Olanda) e di Singapore (nel Sud-Est asiatico) che detengono il primato del volume di traffico; la via più rapida tra i sistemi di trasferimento resta comunque il trasporto aereo, che però comporta costi molto più elevati. Per questo motivo fino a pochi decenni fa era utilizzato principalmente per il traffico passeggeri e per il trasporto delle merci più pregiate o più facilmente deperibili. Grazie all’espansione dei traffici globali, alla fine del XX secolo il trasporto aereo delle merci aveva raggiunto il 30% del totale degli scambi internazionali, ma, dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, ha subito una notevole flessione che ha provocato, in alcuni casi, il fallimento di molte compagnie aeree.

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I commerci globali

I commerci hanno conosciuto un incremento notevole negli ultimi decenni: la liberalizzazione degli scambi tra i diversi Paesi del mondo e il progresso tecnologico dei mezzi di trasporto hanno favorito l’espansione degli scambi commerciali a livello planetario. La crescita esponenziale del fatturato globale di questo settore è stata addirittura superiore a quella della ricchezza generata da tutte le restanti attività produttive: negli ultimi decenni del XX secolo, infatti, il valore del commercio mondiale è cresciuto di oltre 20 volte, mentre il Pil globale solo di 8 volte. Un impulso forte a questo rilevante incremento delle attività commerciali, alla fine del XX secolo, è stato dato dal passaggio all’economia di mercato degli ex regimi comunisti dell’Est Europa e della Cina, che hanno abbandonato le politiche protezionistiche negli scambi con l’estero, aprendo di fatto nuovi mercati.

Gli squilibri commerciali

La poderosa espansione del commercio globale ha comportato, però, anche l’insorgere di notevoli squilibri. Più della metà dei flussi commerciali globali riguarda l’importazione e l’esportazione di prodotti industriali ed è controllata da un numero limitato di Paesi: l’80% delle esportazioni mondiali di manufatti e di attività del settore terziario è controllata dai Paesi più industrializzati, mentre i Paesi in via di sviluppo, in cui si concentrano i tre quarti della popolazione della Terra, gestiscono solo un terzo dei commerci globali, risultando dunque pesantemente penalizzati. Gli scambi di merci, inoltre, gravitano attorno a pochi poli commerciali: le transazioni più importanti riguardano l’America settentrionale, l’Europa e l’Estremo Oriente (in particolare la Cina); l’America meridionale, invece, mantiene intense relazioni commerciali con gli Stati Uniti; l’Africa, infine, privilegia gli scambi con i Paesi europei.

L’espansione delle relazioni commerciali ha favorito quindi soprattutto i Paesi più industrializzati, avvantaggiati dalla commercializzazione dei prodotti tecnologici, mentre le dinamiche dei prezzi hanno penalizzato ancora di più le nazioni economicamente deboli, produttrici di materie prime. La crisi economica, infatti, ha costretto i Paesi ricchi a ridurre le importazioni di beni dall’estero, provocando una diminuzione globale della domanda di materie prime agricole e minerarie e la conseguente riduzione dei loro prezzi. Ciò ha reso ancora meno remunerative le esportazioni dei Paesi poveri e ha ridotto ulteriormente la loro competitività commerciale, generando una situazione che è stata definita scambio ineguale. Dei Paesi in via di sviluppo solo l’India e la Cina sono riusciti a imporsi a livello globale grazie all’enorme disponibilità di manodopera, che ha consentito di mantenere prezzi contenuti e dunque molto concorrenziali.

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L’espansione del turismo

Un altro settore che ha tratto notevoli vantaggi dalle innovazioni dei trasporti è quello del turismo, un tempo riservato solo a coloro che potevano permettersi di affrontare le spese dei viaggi. La sua rapida espansione si è verificata nella seconda metà del XX secolo, con la diffusione dei nuovi mezzi di trasporto, quali automobili e motociclette, che diedero inizio alla motorizzazione individuale. Insieme all’aumento del tempo libero e del reddito dei lavoratori, questa è stata una delle premesse che ha consentito l’affermazione del turismo di massa; è così che si sono sviluppati servizi e infrastrutture (come alberghi, ristoranti, parchi tematici, agenzie di viaggio) oggi accomunati sotto la denominazione di industria turistica, che costituisce per alcune aree del mondo il settore economico prevalente.

La meta principale dei flussi turistici internazionali è l’Europa, con circa il 60% dei viaggi globali e più di 200 milioni di visitatori all’anno, che si concentrano soprattutto in Francia, Italia e Spagna. Altre aree molto frequentate sono la Florida e la California negli Stati Uniti e le isole caraibiche, in particolare Cuba e Giamaica, in America centrale.

L’espansione delle attività turistiche globali è strettamente legata al reddito disponibile: le aree da cui provengono i flussi turistici più consistenti (l’Europa, gli Stati Uniti, il Giappone e la costa sudorientale dell’Australia) corrispondono alle zone più ricche del pianeta. Le principali direttrici dei flussi turistici interessano i viaggi dall’Europa settentrionale verso quella meridionale e i collegamenti tra l’Europa e gli Stati Uniti. Altrettanto consistenti sono i flussi che partono dagli Stati Uniti in direzione del Messico e dei Caraibi e quelli che collegano gli Stati Uniti e il Giappone. Vi è un forte squilibrio, con una netta prevalenza di passeggeri provenienti dal Nord del mondo e diretti verso le regioni del Sud, nelle quali il turismo rappresenta una risorsa economica fondamentale per le popolazioni locali, mentre in altre aree è un settore quasi completamente assente.

GUIDA ALLO STUDIO
  • Quali sono le principali attività che appartengono al settore terziario?
  • Che cos’è il settore quaternario?
  • Quali attività hanno avuto un notevole sviluppo negli ultimi decenni?
  • Perché si parla di rivoluzione dei trasporti?
  • Quali effetti si sono verificati con la liberalizzazione degli scambi tra i diversi Paesi del mondo?

Tempo, spazio, storia - volume 1
Tempo, spazio, storia - volume 1
Dalla Preistoria alla crisi di Roma repubblicana