11.1 LA REPUBBLICA SI AMPLIA

LEZIONE 11.1 – La repubblica si amplia

Nel corso del V e del IV secolo a.C., Roma consolidò i propri possedimenti territoriali, che si estesero ben oltre i confini originari della città. Alla fine di questo processo di espansione politica e militare, Roma diventò la potenza egemone nella penisola italica.

La conquista del Lazio

Subito dopo l’istituzione della repubblica, gli Etruschi, entrati in una fase di inarrestabile decadenza, persero il controllo di gran parte dei loro territori. Liberi dall’influenza etrusca, i popoli dell’Italia centrale poterono così organizzarsi in una lega delle città latine per combattere la nascente potenza romana. La coalizione fu però sconfitta nel 496 a.C. presso il lago Regillo, e nel 493 a.C. fu convinta a stipulare un trattato di alleanza con i Romani. Questo patto, denominato foedus cassianum (dal nome del console romano che guidò le trattative, Spurio Cassio Vecellino), riunì tutti gli eserciti delle città latine della valle del Tevere contro i popoli insediati sui rilievi appenninici del Lazio: i Sabini, i Volsci, gli Equi e gli Èrnici. Queste popolazioni, dedite prevalentemente alla pastorizia ed escluse dai traffici commerciali, compivano frequenti scorrerie nella pianura del Tevere, attratte dalle ricchezze di Roma.

Dopo anni di scontri armati, verso la fine del V secolo a.C. i Romani e gli alleati latini conquistarono definitivamente i loro territori, fondandovi numerose colonie. Spartendosi le nuove terre con gli alleati latini, Roma si garantì di fatto il predominio politico sul Lazio.

Le guerre contro gli Etruschi e i Galli

L’egemonia romana nel Lazio giunse presto a minacciare le città etrusche situate più a nord. Nel 396 a.C. la città di Veio, che fin dal V secolo a.C. aveva conteso a Roma il controllo dei commerci lungo il Tevere, venne rasa al suolo dopo un lungo assedio guidato dal dittatore Furio Camillo, e i suoi territori furono distribuiti ai cittadini romani.

La crescente potenza romana fu però messa seriamente in pericolo pochi anni dopo. Nel 390 a.C. Roma subì l’invasione dei Celti (chiamati Galli dai Romani) che, approfittando della debolezza etrusca, scesero dalla Pianura Padana per compiere scorrerie nell’Italia centrale. Sconfitti i Romani presso il fiume Allia, i Galli entrarono a Roma e la saccheggiarono. La tradizione romana narra che Furio Camillo guidò la rivolta armata dei Romani contro gli invasori; in realtà, questi ultimi abbandonarono la città solo dopo aver imposto ai Romani il pagamento di ingenti tributi in oro.

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IL LUOGO – Educazione civica

Veio

Veio, la più grande città etrusca per superficie, fu particolarmente fiorente nei secoli VIII-VI a.C.: essa occupava un altopiano la cui sommità corrispondeva all’altura chiamata Piazza d’armi. Veio si era sviluppata nei pressi del fiume Cremera, il cui percorso venne deviato dalla costruzione di una galleria etrusca scavata nella roccia per una lunghezza di 70 metri, in modo da impedire l’esondazione che la morfologia del fiume causava in quel tratto.

All’inizio delle guerre con Roma, Veio appare una città ricca e potente, che nel VI secolo a.C. ospitava anche una scuola di artisti, uno dei quali, Vulca, fu autore delle statue che ornavano il tempio di Giove capitolino a Roma. Tuttavia, alla fine del V secolo a.C., la guerra contro Roma ebbe ripercussioni profonde, imponendo l’Urbe come potenza dominante nell’Italia centrale. Nel 396 a.C., la città venne espugnata dopo un lungo assedio e rasa al suolo.


Fino a noi

Oggi, il borgo medievale di Isola Farnese, complesso archeologico nel Parco regionale di Veio, raggiungibile da Roma lungo la via Salaria, ospita le rovine dell’antica città che, dal X secolo a.C., occupò la sponda destra del Tevere, distante da Roma poco più di una decina di chilometri. La sponda sinistra del Tevere, invece, era il confine naturale del territorio occupato dai Latini. Dell’abitato etrusco rimangono resti di capanne, di case, della cinta muraria e di alcuni santuari. Tra questi il più noto è quello di Portonaccio, nel quale fu ritrovata la celebre statua di terracotta di Apollo (noto come Apollo di Veio), conservata presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Della città romana, costruita successivamente alla distruzione del 396 a.C., rimangono resti di fabbricati con pavimenti a mosaico, bagni, fontane e tratti di vie lastricate. Dalle iscrizioni risulta inoltre fossero presenti templi, terme e un teatro.

IN SINTESI

Roma conquista l’Italia


496 a.C. 

  • Roma sconfigge la lega latina

493 a.C. 

  • Le città latine sono costrette all’alleanza con Roma

FINE V SECOLO a.C. 

  • Sconfitta di Sabini, Volsci, Equi, Ernici
  • Fondazione di colonie in tutto il Lazio

396 a.C. 

  • Scontro con gli Etruschi: Veio rasa al suolo

GUIDA ALLO STUDIO
  • A quale scopo fu creata la lega delle città latine?
  • In che modo Roma ottenne il predominio politico sul Lazio?
  • Quale impresa compì il dittatore Furio Camillo?
  • Come si concluse l’invasione dei Celti del 390 a.C.?

Tempo, spazio, storia - volume 1
Tempo, spazio, storia - volume 1
Dalla Preistoria alla crisi di Roma repubblicana