LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE FONTI: Lo Statuto dei lavoratori

Gli “anni di p

io

mbo”

I gruppi extraparlamentari, che non riconoscevano la legittimità dell’ordine costituzionale italiano e del confronto democratico in Parlamento, erano presenti anche nella sinistra.

I principali erano i Nuclei armati proletari, Prima linea e le Brigate rosse, nati nei primi anni Settanta, che in segreto pianificavano attentati contro rappresentanti delle istituzioni e personalità pubbliche, nella convinzione che in Italia fosse imminente una rivoluzione comunista. Le azioni armate del terrorismo di sinistra si intensificarono fra il 1977 e il 1980: questi anni furono definiti “di piombo” perché contraddistinti dal piombo delle pallottole che colpivano quasi quotidianamente magistrati, poliziotti, giornalisti, dirigenti industriali, sindacalisti.

studio con metodo

Comprendo

Sottolinea nel testo con colori diversi quali erano gli obiettivi del terrorismo di destra e del terrorismo di sinistra.

La crisi del 1973 e il “compromesso storico”

Nel 1973 l’Italia, paese con scarse materie prime e dipendente dalle importazioni, fu duramente colpita dalla crisi petrolifera ( capitolo 14, p. 346). I prezzi salirono e crebbe la disoccupazione, causando scioperi e tensioni sociali.

Per affrontare la crisi economica e il terrorismo, il segretario del Partito comunista Enrico Berlinguer propose un’alleanza fra il Pci e la Dc, le due principali forze popolari del paese, quella comunista e quella cattolica. Il compromesso storico”, come fu definita, era appoggiato anche dal presidente della Democrazia cristiana, Aldo Moro.

studio con metodo

Comprendo

Rispondi sul quaderno.

- Che cos’era il “compromesso storico”?

- Perché Berlinguer lo propose?

Nel 1976 fu così costituito il primo governo di “solidarietà nazionale”, basato sulla “non opposizione” del Pci.

leggere la storia attraverso

le fonti: LO STATUTO DEI LAVORATORI

Il 20 maggio del 1970 fu approvata dal Parlamento una legge, nota come Statuto dei lavoratori, che per la prima volta in Italia garantiva il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori, a partire dalla libertà di opinione.

Art. 1 - Libertà di opinione. I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei princìpi della Costituzione e delle norme della presente legge. […]

Art. 8. - Divieto di indagini sulle opinioni. È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell’assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini […] sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore.

Art. 9. - Tutela della salute e dell’integrità fisica. I lavoratori, mediante le loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.

(www.gazzettaufficiale.it)

Leggi il documento e rispondi alle domande.

  1. Quale articolo garantisce al lavoratore la libertà di manifestare il proprio pensiero?
  2. Prima di assumere un lavoratore (articolo 8), il datore di lavoro deve valutare:

a. le sue opinioni politiche. b. le sue capacità professionali. c. entrambi gli aspetti.

  1. Quale importante tema è trattato nell’articolo 9?

Il rapimento e l’uccis

io

ne di Aldo Moro

A Roma, il 16 marzo 1978, alla vigilia del voto per un nuovo governo sostenuto dal Pci, alcuni membri delle Brigate rosse rapirono Aldo Moro, dopo aver ucciso i cinque uomini della sua scorta; dopo 55 giorni i brigatisti fecero ritrovare il cadavere di Moro nel bagagliaio di un’auto nel centro di Roma.

Fu uno dei momenti più drammatici della storia della Repubblica, in cui le stesse istituzioni democratiche sembrarono in pericolo. Il paese reagì unito: la quasi totalità dell’opinione pubblica condannò le violenze e isolò i terroristi, e i governi di “solidarietà nazionale” poterono contare sul sostegno di tutte le forze politiche, compreso il Pci. Nel 1980 una legge, definita dei pentiti, concesse sconti di pena ai terroristi che sceglievano di collaborare con la magistratura; ciò rese possibile l’arresto e la condanna, dopo lunghi processi, di gran parte dei colpevoli.

Alla fine degli anni Ottanta il terrorismo poté dirsi sconfitto.

Anni di grandi riforme

Gli anni Settanta furono caratterizzati, oltre che da stragi e attentati, anche da importanti riforme. Grazie soprattutto alle forze di sinistra e al movimento femminista ( capitolo 14, p. 345), furono approvate delle leggi che, prendendo atto dei mutamenti sociali di quegli anni, modificarono la condizione giuridica della donne.

  • Nel 1970 fu introdotto il divorzio, confermato poi dal referendum del maggio 1974, il primo della storia repubblicana.
  • Nel 1975 fu riformato il diritto di famiglia: le norme precedenti, che risalivano al regime fascista, definivano “capofamiglia” il marito e il padre, il solo che poteva gestire il patrimonio familiare e prendere decisioni sui figli. La nuova legge riconobbe invece la parità fra moglie e marito, a cui spettavano gli stessi diritti e gli stessi doveri.
  • Le leggi sull’aborto risalivano anch’esse al periodo fascista e consideravano l’interruzione di gravidanza un delitto. Nel 1978, dopo accesi contrasti tra le forze politiche, venne approvata la legge 194, che rendeva legale l’aborto in determinate situazioni. Nel 1981 un referendum propose l’abrogazione della legge, ma la maggioranza degli italiani e delle italiane votò per confermarla.

    studio con metodo

    Organizzo le informazioni

    Crea una tabella sul quaderno per riassumere come cambiò negli anni Settanta la condizione giuridica delle donne: indica le leggi, l’anno in cui furono emanate, com’era la situazione prima e come divenne poi.

studio con metodo

Memorizzo

1978 Delitto Moro

Lo spunto digitale

Nell'archivio dell’Istituto Luce sono presenti numerosi documenti audiovisivi (cinegiornali, documentari e fotografie) sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro:

gtvp.it/SSIG-storia3-C15-01

L’incrocio di via Fani, fotografato la mattina del rapimento.

A sinistra: l’incrocio di via Fani, a Roma, dove avvenne il rapimento di Aldo Moro.

A destra: la foto di Moro divulgata dalle Brigate rosse dopo un mese di prigionia.

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Ti racconto la Storia - volume 3
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Dal Novecento a oggi