5. Il Grande terrore nell’Urss di Stalin

5 Il Grande terrore nell’Urss di Stalin

I “processi spettacolo” e le repress

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La gestione del Primo piano quinquennale era stata affidata a esponenti del Partito comunista. I risultati non furono però soddisfacenti e il gruppo dirigente decise di punire i colpevoli. Ebbe così inizio il periodo del Grande terrore, che offrì a Stalin l’occasione di liberarsi di molti membri del partito che erano stati suoi oppositori negli anni Venti.

Nel 1934, in seguito all’assassinio di un alto dirigente a lui fedele, Stalin concesse poteri straordinari alla polizia politica. Fra il 1936 e il 1938 si tennero una serie di processi definiti “processi spettacolo”, perché ebbero grande risonanza sia in Urss sia all’estero: gli imputati, accusati di “crimini contro la rivoluzione”, furono costretti a confessare tramite pressioni psicologiche e torture e poi condannati a morte.

Gradualmente il Grande terrore si estese all’intera socie: dagli intellettuali agli scienziati, dai contadini ai sacerdoti, dagli alti gradi dell’esercito alle minoranze nazionali. I detenuti nel Gulag salirono da circa 500 000 nel 1934 a più di due milioni nel 1940. La macchina repressiva del regime era in grado di prevenire ogni tentativo di ribellione dei 167 milioni di cittadini sovietici.

il culto di Stalin

Stalin divenne il capo unico, la personificazione dello Stato, la guida della rivoluzione, e la sua figura fu oggetto di un “culto della personalità”. Il Partito comunista aveva il diritto di disporre delle vite degli individui e di decidere il destino di gruppi sociali e minoranze nazionali.

Il ruolo di Stalin e quello del partito venivano esaltati in imponenti manifestazioni pubbliche, come le sfilate militari in occasione dell’anniversario della rivoluzione, il 7 novembre, e i cortei del 1° maggio, festa dei lavoratori.

la parola

L’espressione “culto della personalità” indica l’esaltazione e la venerazione di un capo politico, che ha sempre accompagnato la storia dell’umanità ma che ha raggiunto il culmine con i regimi dittatoriali del Novecento e i loro capi: Hitler, Stalin, Mussolini. Per costruire il culto della personalità i regimi utilizzarono abilmente i mezzi della comunicazione di massa: la stampa, la radio, i film, i poster con i ritratti idealizzati dei leader associati alle parole d’ordine del regime. Il culto della personalità contribuì a rafforzare l’unità del gruppo dirigente e a distogliere l’attenzione del popolo dalle repressioni e dalla violenza del regime.

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- Chi fu vittima delle repressioni durante il Grande terrore?

Manifesto di propaganda del 1933, in cui Stalin è raffigurato come il timoniere che guida la nave dell’Unione Sovietica: i caratteri cirillici “CCCP” sono le iniziali, in russo, di “Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche”.

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Ti racconto la Storia - volume 3
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