1. La via verso l’Oriente

1 La via verso l’Oriente

Catalani e genovesi: i primi esploratori

Nel Quattrocento le popolazioni europee conoscevano e navigavano solo i mari che bagnavano direttamente le coste del continente. I primi a lanciarsi in viaggi d’esplorazione al di fuori delle solite rotte furono i  catalani e i genovesi.Questi ultimi, per esempio, scoprirono casualmente, tra il 1336 e il 1341, le isole Canarie, al largo della costa atlantica dell’Africa, che in seguito furono occupate dagli spagnoli.

che cosa spinse gli europei a esplorare nuove rotte?

A spingere le principali potenze mercantili europee al di fuori del Mediterraneo non vi era però solo il desiderio di conoscere mondi nuovi, ma anche una precisa motivazione economica. Dal lontano Oriente, ovvero dalla Cina e dall’India, l’Europa importava infatti ormai da secoli prodotti molto rari e ricercatissimi, le spezie: pepe, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano e cannella, all’epoca indispensabili sia come medicinali sia per la conservazione dei cibi. Inoltre era in continuo aumento la richiesta di oro, che gli europei importavano dalle regioni africane poste a sud del Sahara. Entrambe le rotte commerciali che garantivano il rifornimento di tali prodotti erano però  presidiate: i veneziani controllavano il commercio via terra delle spezie in accordo con i mercanti arabi, e per garantirsi un guadagno smerciavano le spezie a un prezzo molto alto; il commercio dell’oro era invece saldamente in mano ai mercanti arabi del Nord Africa, in una zona in cui le tensioni tra i vari regni musulmani rendevano più difficili i commerci e di conseguenza più cari i prodotti che riuscivano ad arrivare fino al Mediterraneo.

Una serie di innovazioni tecnologiche

Le potenze europee, in particolare il Portogallo e il regno spagnolo di Castiglia, finanziarono dunque viaggi e spedizioni via mare con l’intento di trovare una via alternativa a quelle già conosciute verso l’Africa sub-sahariana e, soprattutto, verso l’Oriente. Per farlo, e quindi per affrontare le onde degli oceani, furono però necessarie alcune innovazioni tecnologiche, a partire da un nuovo tipo di imbarcazione, fornita di un complesso sistema di vele (quindi non più a remi), armata di cannoni per difendersi dalle aggressioni dei pirati e in grado di trasportare carichi voluminosi: la caravella. Fu inoltre introdotta la bussola, che indicava, insieme alla Stella Polare, il Nord, e venne perfezionato l’astrolabio, noto sin dall’antichità, che serviva a orientarsi misurando l’altezza della Stella Polare o del Sole rispetto all’orizzonte.

In generale, la navigazione sugli oceani non si basava più sull’esperienza e sulle approssimazioni, ma su precisi calcoli e misurazioni: geometria, algebra e astronomia divennero strumenti fondamentali per calcolare posizione e rotta delle navi. A mano a mano che i viaggi di esplorazione si moltiplicarono e le conoscenze geografiche aumentarono, migliorarono sempre più anche le carte geografiche.

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LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE IMMAGINI: LA CARAVELLA

La nave che fu la grande protagonista dei viaggi d’esplorazione e delle scoperte geografiche fu la caravella. Introdotta dai portoghesi attorno al 1430, era un’imbarcazione come non se ne erano mai viste prima, incredibilmente veloce e resistente rispetto a quelle utilizzate per la navigazione nel Mediterraneo. Solida, ma anche leggera e facilmente manovrabile, la caravella aveva però un difetto: poteva trasportare un carico e un equipaggio limitati, ma ciò d’altra parte non costituiva un grave problema per imbarcazioni pensate per viaggi di esplorazione. Prima della diffusione dei galeoni (p. 79), ovvero delle navi a quattro alberi, le caravelle furono le grandi protagoniste delle spedizioni transoceaniche europee nel Quattrocento.

Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento