6. La Comune di Parigi

6 La Comune di Parigi

Parigi si ribella alle condizioni di pace con la prussia

Le tensioni sociali e le divisioni nate in seguito alla diffusione del pensiero di Karl Marx e del socialismo diedero vita a un evento drammatico, che possiamo considerare come un simbolo dell’intera “questione sociale” ottocentesca: la Comune di Parigi.

Come abbiamo visto (capitolo 15, p. 398), i vent’anni di potere di Napoleone III si erano conclusi con la guerra contro la Prussia e la sconfitta di Sedan. L’imperatore cadde prigioniero dei nemici, rimanendo nelle loro mani fino al termine della guerra, e visse i suoi ultimi anni in esilio in Gran Bretagna, dove morì nel gennaio 1873.

Nella Francia sconfitta e invasa dall’esercito tedesco, Parigi e il resto del paese percorsero due strade diverse. Nelle province prevaleva il desiderio di arrivare rapidamente alla pace, mentre nella capitale il popolo era insorto, dando vita a una nuova Guardia nazionale (il corpo di milizia popolare che era stato creato per la prima volta durante la Rivoluzione del 1789). La protesta crebbe ancor di più quando furono rese pubbliche le umilianti condizioni di pace imposte dalla Germania e accettate dal nuovo governo francese. Fu allora che la Guardia nazionale, controllata dai capi dei movimenti di estrema sinistra e vista come unica rappresentante del popolo parigino, si rifiutò di deporre le armi e organizzò le elezioni per il “Consiglio della Comune”.

Un governo rivoluzionario

Il termine “Comune” si rifaceva all’esperienza del governo giacobino che aveva dominato la Francia durante la Rivoluzione, nel 1793-94. Dato che gli abitanti dei quartieri ricchi avevano già abbandonato in massa Parigi, alle elezioni per il Consiglio della Comune (28 marzo 1871) trionfarono i gruppi di estrema sinistra. Divisi tra loro in base alle diverse correnti del socialismo cui appartenevano, ma uniti da un forte nazionalismo, questi gruppi diedero vita a un breve ma innovativo governo rivoluzionario, accolto con entusiasmo da Marx e Bakunin come primo esempio di gestione del potere da parte del popolo.

In soli due mesi di vita la Comune adottò molti provvedimenti significativi: introduzione del suffragio universale, abolizione della distinzione tra potere legislativo ed esecutivo, separazione tra Stato e Chiesa, decentramento amministrativo, aiuti ai lavoratori, istruzione obbligatoria, laica (non religiosa) e gratuita, sostegno alle classi sociali più deboli.

La fine della Comune e la Terza repubblica francese

L’esperienza della Comune non durò a lungo, sia per le divisioni interne tra le varie correnti del governo rivoluzionario sia per l’isolamento in cui si trovò a operare. Il governo rivoluzionario rimase infatti confinato alla sola Parigi, non riuscendo a estendersi alle province. Il governo nazionale francese poté così sfruttare la situazione e, grazie alla neutralità degli occupanti tedeschi, raccogliere un esercito sufficiente per riconquistare la capitale. Tra il 21 e il 28 maggio, la battaglia di Parigi fu combattuta strada per strada fra le truppe governative e i cosiddetti “comunardi”, con ferocia e atrocità da entrambi i lati, fino alla resa della Comune. Ma la repressione, durissima, continuò anche dopo.

La Francia si risollevò comunque con rapidità dalla sconfitta militare, riprendendo la strada della crescita economica e industriale.

Nel 1875 fu approvata una nuova Costituzione, che fissava la nascita della Terza repubblica francese, erede della prima, nata durante la Rivoluzione del 1789, e della seconda, sorta durante i moti del 1848.

LEGGERE LA STORIA ATTRAVERSO LE IMMAGINI: LA BATTAGLIA DI PARIGI

La battaglia che si combatté a Parigi tra il 21 e il 28 maggio 1871 fu uno degli eventi più sanguinosi e drammatici della storia francese dell’Ottocento. Nella foto, che mostra l’Hotel de la Marine all’angolo di Place de la Concorde e la Rue de Rivoli durante la Comune, si notano numerose barricate erette nei vari angoli della piazza. Gli scontri causarono migliaia tra morti e feriti e gravi danni a tanti luoghi simbolo della capitale, come la piazza della Bastiglia e Montmartre.


Osserva l’immagine e rispondi alle domande.

1. A che cosa servivano le barricate?

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2. Secondo te, perché le barricate venivano innalzate solo fino a una certa altezza?

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Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento