6. La Terza guerra d’indipendenza

6 La Terza guerra d’indipendenza

Un nemico comune per Prussia e Italia: l’Austria

Il principale ostacolo all’unificazione tedesca era l’Austria, che da sempre svolgeva un ruolo di primo piano all’interno della Confederazione germanica e temeva che la formazione di una Germania unita le avrebbe tolto potere.

Prima di attaccare il nemico, però, Bismarck si mosse a livello internazionale sia per evitare l’opposizione di altri paesi sia per trovare alleati tra le potenze straniere. Il cancelliere prussiano si guadagnò così la  neutralità della Russia e della Francia, con Napoleone III che sperava in una guerra lunga che avrebbe logorato entrambi i contendenti, l’Austria e la Prussia. Inoltre Bismarck strinse un’alleanza con il Regno d’Italia, che voleva strappare il Veneto all’Austria. L’obiettivo era dunque dividere l’esercito nemico su due fronti, costringendolo a combattere contemporaneamente con gli italiani a sud e con i prussiani a nord.

l’austria sconfigge il regno d’Italia

La guerra che l’Italia combatté contro l’Austria nel 1866 è passata alla storia come la Terza guerra d’indipendenza. Come già era successo nelle precedenti due guerre d’indipendenza, anche in questo caso l’esercito italiano si mostrò inferiore a quello austriaco, e ciò che l’Italia riuscì a ottenere fu solo grazie alla potenza dell’alleato di turno, che in questo caso era la Prussia (nella Seconda guerra d’indipendenza era stata la Francia). I soldati italiani, anche se superiori di numero, furono sconfitti sia a Custoza (il 24 giugno 1866) sia nella battaglia navale combattuta presso l’isola di Lissa (20 luglio 1866), nell’attuale Croazia, mostrando l’impreparazione degli alti comandi dell’esercito. Gli unici successi della campagna furono ottenuti in Trentino dal corpo di volontari dei Cacciatori delle Alpi, sotto la guida di Garibaldi.

pagina 397 

Il trionfo della Prussia

Nonostante gli scarsi risultati ottenuti dalle truppe italiane e i rinforzi portati all’Austria da vari Stati della Confederazione germanica, la Prussia sconfisse i suoi nemici in appena tre settimane.

Lo scontro decisivo si combatté il 3 luglio 1866 a Sadowa, in Boemia, dove l’esercito prussiano dimostrò la sua superiorità, grazie ad armamenti migliori e alla rapidità degli spostamenti di mezzi e truppe, soprattutto attraverso le ferrovie. Si trattò solo della prima delle numerose “guerre di movimento” che avrebbero reso celebre la macchina militare tedesca.

le conseguenze della guerra

La guerra ebbe conseguenze rilevanti:
  • l’Italia ottenne, nonostante le sconfitte, il Veneto e parte del Friuli, ma dovette rinunciare al Trentino e alla Venezia Giulia, definite “terre irredente”, cioè non ancora liberate dal dominio straniero;
  • la Confederazione germanica, creata dal Congresso di Vienna, fu ufficialmente sciolta e al suo posto nacquero due nuove entità, con il fiume Meno a fare da confine naturale: a nord, la nuova Confederazione della Germania del Nord, guidata da Guglielmo I di Prussia, mentre gli Stati a sud mantennero la loro indipendenza;
  • l’Austria non solo dovette cedere il Veneto all’Italia, ma perse ogni influenza sul mondo tedesco. Questa nuova situazione portò alla decisione austriaca di spostare l’asse dei propri interessi verso est, fino al “compromesso” del 1867: l’Impero fu cioè diviso in due Stati, uno austriaco e l’altro ungherese, uniti solo dalla figura dell’imperatore e dai ministeri di interesse comune (Esteri, Guerra e Finanze), ma ognuno dotato di un proprio Parlamento e di un proprio governo. Nasceva così l’Impero austro-ungarico.

Ti racconto la Storia - volume 2
Ti racconto la Storia - volume 2
Dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento